mercoledì 27 gennaio 2016

il giorno della memoria, andiamo a Dachau


Lungo l'itinerario delle nostre ultime vacanze c'erano due possibili tappe Dachau e Mauthausen, due famosi campi di lavoro, il primo è vicino a Monaco di Baviera in Germania il secondo vicino a Linz in Austria.



DachauFare o meno sosta e visita ad uno di questi due siti è stato argomento di discussione, in famiglia, per parecchio tempo, tant'è che abbiamo deciso solo all'ultimo.
Ho insistito per la visita, perchè ritengo sia importante, sopprattuto per i miei figli conoscere una simile realtà, vedere, imparare delle cose che sicuremente studieranno a scuola, ma così facendo assumo una dimensione reale.



cancello DachauIl giorno della nostra visita era una bella giornata di giugno con l'aria frizzante e le nuvole bianche in cielo che correvano veloci, appena lasciato il parcheggio la cosa che mi ha colpito è la vicinanza di graziose casette alla recinzione del campo e l'ambiente tranquillo, rilassante, un luogo carico di pace...chissà perchè lo immaginavo in una sorta di steppa.


Alla biglietteria, un moderno edificio immerso nel verde, ci hanno accolto parlando in diverse lingue, ci hanno spiegato che l'ingresso è gratuito e volendo si paga (mi sembra 3 euro) l' audioguida in 11 lingue.


La visita è libera, ma devo ammettere che già il cancello d'ingresso trasmette forti emozioni.
Quello che mi ha maggiormente colpito è la sobrietà del luogo, la totale assenza di pietismo, quel luogo testimonia un fatto storico senza giudicare.
Dopo aver tanto insistito per fare quella tappa non vedevo l'ora di uscire da quel luogo, in passato è stato un argomento che mi affascinava, di cui leggevo, mi interessavo, ma dopo la maternità ha iniziato ad essere troppo pesante ed essere li in quel luogo è stato difficile.
Con noi c'erano diverse scolaresche, con il comportamento tipo degli studenti in gita nei tratti di trasferimento da un edificio all'altro e da un locale all'altro, ma silenziosi, attenti e raccolti in modo commovente a cospetto di insegnanti e guide che spiegavano. 

La struttura del campo è semplice, la grande piazza con i binari, l'edifico destinato alle guardie a forma di U da un lato, la doppia fila di baracche dall'altro (sono presenti solo quelle della prima fila, mentre quelle dietro sono tracciate a terra in corrispondenza di un cipresso) e la recinzione con le torrette di guardia e il filo spinato intorno.




Sicuramente ci ha segnato, ma lo consiglio a chiunque ne abbaia la possibilità, questo come altri nel mondo sono luoghi su cui ogni essere umano dovrebbe riflettere di tanto in tanto...... e comunque ho avuto ragione, mio figlio oggi lo ha raccontato a scuola appena la sua insegnante ha spiegato loro il significato della data odierna, certo non ricordava il nome del campo, non sa in che stato fosse,ma è piccolo e direi che la parte importante del messaggio l'ha recepita, era da quasi sei mesi che non si parlava più della visita  e non ha avuto bisogno di suggerimenti per collegare le cose.
Campo Dachau

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