sabato 22 febbraio 2020

andiamo ... alla spiaggia dell'Arco Magno

San Nicola Arcella
il mare calabrese
Durante le nostre vacanze estive non amiamo frequentare per tutto il periodo un' unica spiaggia, nemmeno se è molto bella, accogliente e soddisfa i nostri desideri, ci piace sempre esplorare i dintorni e scoprire luoghi differenti spostandosi magari anche solo di poco.
Questo modo di fare è talmente radicato in noi e negli amici con cui trascorriamo molte vacanze che, ora che sono cresciuti, i nostri figli cercano autonomamente le spiagge in cui fare il bagno, così ci ritroviamo con lunghe liste di desideri da esaudire, chi cerca gli scoglio per i tuffi, chi la sabbia per costruire, chi gli sfondi per le fotografie da pubblicare.
Le vacanze del 2019 le abbiamo trascorse in Basilacata, ho già partlato di MarateaMatera e delle belle giornate trascorse in questa regione e nella vicina Calabria, una di queste giornate ci ha portiati alla spiaggia dell' Arcomagno.
al mare in Calabria
la spiaggia dell'Arcomagno
Si tratta di una spiaggetta  protetta da un arco in pietra, in passato era una grotta la cui volta è crollata lasciando entrare il cielo. La spiaggia è molto piccola, ma famosa e fotografatissima specialemnte al tramonto nell'arco di tempo in cui il sole calandosi dentro al mare attraversa l'arco ed entra nella grotta.
Questo spettacolo non abbiamo avuto l'opportunità di ammirarlo, ma tutto il resto si.
A nord qi questa particolare caletta si trova un piccolo accesso al mare e prima ancora una grande spiaggia, quella che per noi è stata la base della prima giornata trascorsa qui.
Oltre al tramonto, alla limpedezza dell'acqua, all'insolita conformazione, di spettacolare c'è una passeggiata a picco sul mare che è davvero favolsa, si sale di diversi metri in mezzo alla tipica vegetazione delle coste mediterranee e da lassù si ammirano i colori del mare e degli sorci davvero suggestivi.
mare blu e verde
dal sentiero panoramico
La spiaggia dell'Arcomagno non è un luogo in cui trascorrere una gioranta di mare, è piccola, con tanta ombra e molto frequentata da persone che la raggiungono via terra e via mare, anche se non è possibile attraccare direttamente con imbarcazioni a motore, molti ormeggiano a largo e poi si avvicinano a nuoto o con natanti di varia natura.

Come raggiungere la spiaggia dell'Arcomagno.

scorci di Arcomagno
fare il bagno sotto l'arcomagno
Partiamo dal principio, la spiaggia dell'Arcomagno si trova nel nord della Calabria, poco dopo il confine con la Basilicata, in comune di San Nicola Arcella.
Lasciata la spianata di Praia a Mare la costa si alza e tra le coste rocce c'è lei, un piccolo gioellino regalo di madre natura.
Dopo aver visto immagini molto belle relative a questa spiaggia, abbiamo deciso di dedicarle una giornata, ma le informazioni che abbiamo trovato non erano molto esaustive, così ci siamo lasciati guidare alla meta dal navigatore satellitare che ci ha condotti al Lido i gabbiani, qui abbiamo trovato un parcheggio a pagamento  e ci sono state proposte due opzioni: un lungo percorso da fare a piedi, del quale si vedeva esclusivamente la scalinata iniziale oppure un passaggio in barca.
lato sud Arcomagno
la scalinata dalla spiaggia di San Nicola Arcella
Essendo carichi, pronti ad affrontare in completa autonomia una gioranta di mare ed ignorando lunghezza e percorribilità del sentiero, abbiamo scelto la barca.
Si è rivelato un bel giro di 3 minuti, ma assolutamente evitabile, il ritorno infatti lo abbiamo fatto a piedi, scalinata all'inizio, scalinata alla fine parte intermedia pianeggiante, durata totale di 10 minuti con pausa fotografie.
Se non ci sono particolari difficoltà direi che la scelta migliore è la passeggiata.
Altra opzione è quella di dirigersi alla spiaggia di San Nicola Arcella, superando la spiaggia dell'Arcomagno, anche qui ci sono diversi bagni con relativo parcheggio, ma è possibile anche solo posteggiare l'auto, i posti non sono moltissimi quindi nei periodi di altissima stagione occorre arrivare presto.
A nord dell'insenatura si trova una scalinata che conduce al sentiero per raggiungere l'agognata meta. Da qui il percorso è un po' più lungo ed impegnativo, affrontarlo carichi di attrezzatura e cibo potrebbe essere uin po' meno gradevole. 

La nostra gioranta alla spiaggia dell' Arcomagno 


appena prima dell'Arcomagno
la caletta a nord dell'Arcomagno
Come dicevo noi abbiamo lasciato l'auto in corrispondenza dell'accesso a nord, ci siamo imbarcati e una volta approdati abbiamo optato per la spiaggia libera, in realtà è possibile anche usufruire della spiaggia etrezzata, ci sono infatti ombrelloni, lettini, una piccola piscina ed un suggestivo ristorante all'interno di una grotta.
Dopo aver allestito il campo base, fatto il bagno e pranzato ci siamo mossi alla ricerca del celeberrrimo Arcomagno.
Durante la mattianata i racconti epici dei nostri vicini di ombrellone ci hanno fatto temere di dover compiere un impresa ardua, ma non è stato così.
Camminando in direzione sud, occorre superare un breve cunicolo scavato nella roccia, si passa uno alla vota e nei punti più bassi l'altezza sarò circa 1.80 m, per giungere alla prima insenatura, dopo di che si prosegue lungo il sentiero che sale fino a superare la costa della montagna a questo punto scendendo si raggiunge la spiaggia dell'Arcomagno in tutto il suo affollatissimo splendore. 
i colori della natura
cielo, mare e vegetazione
Una volta qui abbiamo deciso di scendere al livello del mare, i ragazzi hanno fatto il bagno, l'acqua è limpida, ci sono moltissimi pesci, ma la vera meraviglia l'abbiamo scoperta quando abbiamo deciso di proseguire il sentiero il sentiero panoramico che attraversa la sommità dell'arco (il centro è segnato dalla bandiera bianca e azzurra). 
Un tripudio di verde azzurro, blu in contrasto con la terra rossiccia, gli strapiombi sul mare, un panorama mozzafiato, è stata davvero una passeggiata indimenticabile.
Volendo è possibile percorrerlo interamente questo sentiero, corre al di sotto della strada litoranea, unisce la spiaggia Fiuzzi a quella di San Nicola Arcella.

Chi può andare alla spiaggai dell'Arcomagno

Accessibilità e indicazioni

il sentiero dall'alto
percorrendo la strada litoranea
A seconda di come si decide di raggiungere la località si possono incontrare delle limitazioni, il sentiero percorribile a piedi ha alcuni  tratti un pò impervi, molti scalini da fare e dei dislivelli da coprire che lo rendono inadatto a chi ha problemi a camminare, per tutti gli altri  vale assolutamente la pena percorrerlo interamente.
Arrivarre via mare con mezzi propri o con le varie gite che coprono questo tratto di costa lo rende accessibile ai più, anche se le imbarcazioni non possono superare l'arco che si vedrà quindi esclusivamente dal mare verso l'entroterra a meno di proseguire a nuoto o con mezzi privi dimotore.
vista panoramica
l'Arcomagno dall'alto
Da entrambe le spiagge è possibile noleggiare pedalò o canoe, un idea per chi non se la sente di farlo a nuoto.
Via mare dalla spiaggia a Nord non è molto lunga, da quella sud è sicuramente più impegnativo, in ogni caso occorre essere abili nuotatori.
dalla Calavbria verso la Basilicata
la spiaggia di Fiuzzi


Dettagli pratici.  

Per lasciare l'auto in sosta al parcheggio di Lido dei Gabbiani, nel mese di settembre, la tariffa richiesta ammontava a 5 € per l'intera giornata, possibile che il prezzo scenda optando per ombrellone e lettino.
La traversata in barca ci è costata 1 € a persona a tratta, prezzo popolare, ma il viaggio è davvero breve.
L'accesso al sentiero ha delle limitazioni orarie, ci sono i cartelli affissi ai cancelli di accesso.
San Nicola Arcella
Le barche che portano all'Arcomagno
Che altro dire, anche la spiaggia dell'Arcomagno ci ha regalato una bella giornata di ricordi.













venerdì 7 febbraio 2020

andiamo a... scorpire il cimitero delle fontanelle

Cimitero delle Fontanelle, Napoli

le capuzzelle
 capuzzella
Napoli, rione Sanità, il quartiere che diede i natali a Totò, è qui che si trova il famoso cimitero delle Fontanelle, il nome deriva dall'antica presenza nella zona di sorgenti di acqua. Viene definito cimitero anche se forse si tratta più di un ossario, è un sito controverso, connubbio tra fede e supertistizione, tra sacro e profano un luogo singolare e particolare, proprio a cuasa dei riti perpetrati dai napoletani per un periodo è stato chiuso al culto, secondo il volere dell'allora Cardinale della città, in ottemperanza al Concilio Vaticano II, ritenendo la venerazione dei morti un rito più scaramntico che religioso.
La prima volta in cui io ho incontrato le Fontanelle è stato durante la lettura di due libri, consigliatissimi, ovvero la saga della famiglia Esposito Ben venuti in casa Esposito e Ben tornati in casa Esposito, il boss di famiglia nei momenti di crisi si recava proprio qui a cercar consiglio. La descrizione di questo luogo mi ha incuriosita tanto da ripromettermi di annoverarlo tra le mete di un eventuale viaggio a Napoli e così è stato.
anime pezzentelle
Anime pezzentelle
Prima di recarci in visita mi sono documentata per avere informazioni più dettagliate sul luogo ed ho così scoperto molti aspetti interessanti, sapevo dalle letture, che qui avvenivano riti di afiliazione dei nuovi adepti ai clan camoristici, ma non conoscevo le varie leggende che gravitano intorno a questo particolare sito.

Perchè ci sono tutte queste ossa alle Fontanelle?

La collina fu scelta dagli antichi greci quale spazio per la tumulazione dei propri defunti, essendo appena fuori dalla città ed essendo di tufo, materiale utilizzato per edificare, i corpi venivano posti negli spazi lasciati dall'estrazione dei blocchi. Anche nei secoli segueneti queste caratterische favorino il proseguire di questo utilizzo, pare che qui venissero sepolti notte tempo i corpi destinati al riposo etrerno nelle chiese della città, ma a cuasa di problemi di spazio, le salme venivano trafugate nottetempo e spostate alle Fontanelle.
il culto dei morti
l'interno del CImitero delle Fontanelle 
Durante le epidemie di  peste del 1600 e di colera nel 1700, che decretarono moltissime vittime, divenne  un' esigenza di igiene pubblica ammassare i corpi infetti lontano dall case e deporli in un luogo abbastanza grande da contenerli tutti.
La zona però era da sempre soggetta ad allagamenti ed alluvioni di carattere importante tanto che avvenne che un fiume di fango e detriti fuoriuscisse dalle cave trascinando con se i poveri resti umani che incontrava.
A seguito di questo evento i resti vennero ricomposti nelle grotte, venne realizzato un altare fino a trasformare la cava nell'ossario che oggi vediamo. 

Le leggende delle Fontanelle.

Al cimitero delle Fontanelle ad un certo punto ebbe inizio il rito delle anime pezzentelle, le persone sceglievano un defunto, o meglio era il defunto stesso a farsi scegliere attraverso alcuni segni da interpretare, il fedele iniziava quindi a prendersi cura della propria capuzzella (cranio) pregando per la sua anima e dedicandole attenzioni. 
Prengando per il trapassato si attendeva che apparisse in sogno a svelare la propria storia e quando ciò avveniva il teschio iniziava a sudare (il tasso di umidità nella grotta è elevato e la condensa fa apparitre i teschi sudati) segno che si stava adoperando per far ottenere la grazia al fedele, le richieste erano notizie di cari lontani, matrimoni, guarigioni o ancor meglio i numeri da giocare al lotto. Se la grazia arrivava la capuzzella ottenenva maggiori attenzioni in caso contrario poteva essere accantonata a favore di un nuovo defunto.
Molte anime hanno svelato la propria identià o sono divenute poi protagoniste di fantasiose leggende. 

culto del capitano
il Capitano

Il Capitano

Il teschio del Capitano lo si riconosce dall'occhio nero, leggenda vuole che una giovane in cerca di marito avesse dedicato la propria devozione al Capitano, una volta trovato uno sposo insistette per far conoscere a questo la capuzella artefice delle nozze. Lo sposo poco convinto dell'intercessione invitò con fare scherzoso il Capitano alle proprie nozze infilandogli un bastone in un occhio, quello ora nero. Durante la festa di nozze lo sposo fu avvertito della presenza di un ignoto personaggio in uniforme, presantatosi al cospetto dell'ignoto per capirne l'identità, questi gli ricordò l'invito ricevuto mostrando le ossa sotto al mantello. 
Lo sposo cadde a terra senza vita. 
Donna Concetta
Donna Concetta 


Donna Concetta 

Donna Concetta desisderosa di una gravidanza che non arrivava scelse la prorpia capuzzalla e dopo averle rivolto le proprie preghiere finalmente vide coronato il proprio sogno di maternità. Ripresa dal parto tornando alle Fontanelle per rendere grazie vide che il teschio emenava una luce speciale e pareva sudare mentre gli altri erano impolverati e opachi. Donna Concetta da allora adottò il teschio diventando devota dell'anima che le aveva concesso la grazia. 

Ci sono moltissime altre storie da scoprire, come quella di Lucia che si articola in molte varianti, c'è chi la dice morta prima del matrimonio e chi appena dopo, costretta ad un matrimonio combinato. Un'altra anima famosa e quella del Monaco capace di far conoscere i numeri del lotto. 
doni alle anime

Dettagli pratici 


Si può andare alle Fontenelle con i bambini?

Il dubbio che ogni genitore si pone è quello di esporre i propri figli a situazioni che potrebbero impressionare o turbare gli animi sensibili, direi che per quanto riguarda questo luogo è da accantonare, nulla di ciò che si vede è troppo forte da scatenare emozioni negative.
La mistura di sacro e profano crea degli scenari quasi surreali, è divertente osservare gli oggetti più disparati lasciati in dono alle anime, direi che certi travestimenti di halloween fanno molta più paura ed impressione.
napoli, fontanelle
strutture di ossa
Anche le strutture seppur riempite di ossa umane sono solo molto curiose e la caccia all'individuazione di vertebre e costole è un passatempo interessante per i più piccoli, ovviamente sempre con il massimo rispetto per il luogo. 

Come arrivare alle Fontanelle

La soluzione per la quale abbiamo optato noi pare essere la più gettonata: metropolitana linea 1 feramta Materdei. 
La fermata dista circa 10 minuti a piedi, occorre procedere lungo via Caracciolo al termine della quale una scalinata conduce a via Fontanelle, seguendola si arriva a destinazione. La meta è parecchio battuta, si incontrano molti turisti diretti al sito o di ritorno.

il sascrazio delle fontanelle
la cava di tufo alle Fontanelle

Orario e prezzo 

Per accedere all'area non è necessario acquistare alcun biglietto, l'ingresso è gratuito, non ci sono sul posto guide con cui effettuare la visita. 
Nel tempo in cui noi siamo stati all'interno del cimitero  era presente una comitiva con guida, abbiamo anche origliato un po', non so se fosse un tour più ampio e quella fosse una tappa del percorso oppure si trattasse delle visite organizzate e prenotabili di cui ci ha parlato il custode. Purtroppo non ho riferimenti testati da consigliare, ma on line ne ho trovati un paio. L'orario di apertura è abbastanza ampio dalle 10 alle 17 ogni giorno. 

Sono felice di aver scelto questa meta tra quelle selezionate per il nostro soggiorno a Napoli, la consiglio vivamente, forse toglie tempo a opere d'arte o siti strorici di maggior importanza, ma sicuramente fornisce uno spaccato di napolitaneità interessante.


















venerdì 24 gennaio 2020

Andiamo a... Napoli

Visitare Napoli

vista da castel Sant'Elmo
Il Vesuvio 
Finalmente siamo riusciti a programmare e compiere il desidarato viaggio a Napoli. Era da tempo che questa idea albergava nella nostra testa, si sa che Napoli è una città che spaventa noi del nord, per molti è la città delle truffe, del rumore, del caos.
Oggi, dopo averla vissuta per quasi quattro giorni  posso affermare che e' una fantastica città, certo come ogni metropoli ha le sue problematiche e le sue difficcoltà, ma è davvero bella, accogliente, ricca di patrimonio storico e culturale e soprattutto è la città più divertente che io abbia visistato, a Napoli ho riso tantissimo e non ho riso di Napoli, ho riso con Napoli.

Si riesce a visitare Napoli in tre giorni?

La nostra permanenza è durata quattto notti, quindi tre giornate intere essendo arrivati alle 22:00  del 3 gennaio e ripartiti alle 13:55 del 7 gennaio.
L'organizzazione pre viaggio prevedeva  alcuni appuntamenti fissati, momenti idealmente destinati ad alcune visite e momenti liberi, ci siamo trovati con i programmi cambiati all'ultimo e riorganizzazioni fatte al volo, ma nulla di grave.
In città, escludendo le zone limitrofe c'è moltissimo da vedere quindi risulta necessario compiere delle scelte, in base ai gusti, ma anche tenendo conto dei tempi dettati da spostamenti ed eventuali code.
Castel nuovo Napoli
Il Maschio Angioino
Per noi aver scelto le vacanze di Natale ha significato  imbattersi in impontenti folle, ma gli impegni scolastici  dei figli sono purtroppo vincolanti, ci siamo comunque regalati un giorno in più di vacanza rispetto al calendario scolastico piemontese.
Per questi tre giorni ci siamo  organizzati così:

Giorno 1 - Scopriano Napoli

i lupi di Liu Rouwang a Napoli
Wolwes Coming
Lo abbiamo volutamente lasciato libero da impegni programmamti per iniziare a capire modalità e tempi degli spostamenti.
Prima destinazione Piazza del Plebiscito.
Con la metropolitana siamo arrivati alla ferrmata Municipio, una volta in superficie ecco il primo regalo della città: Wolwes Coming, un branco di 100 lupi, in ferro da 280 kg l'uno, minaccia un imponente guerriero.
Si tratta dell'opera dell'artista Liu Rouwang che vuole portare a riflettere sulle devastazioni che l'uomo compie nei confronti della natura. I lupi  sono rappresentati con espressioni feroci, ma non intimoriscono i passanti che li calvacano e scattano fortografie. (Resterà a Napoli fino al 31 marzo 2020.)
Chiesa San Francesco da Paola
piazza del Plebiscito
I lupi si trovano ai piedi del Maschio Angioino o Castel Nuovo, poco distante si trova l'ingresso della Galleria Umberto I, con i suoi negozzi e i locali e dalla quale si può uscire sulla via dello shopping, Via Toledo. Percorrendo una affollata via Toledo abbiamo finalmente raggiunto la nostra meta: piazza del Plebiscito.
E' una delle piazze più ampie d'Italia, delimitata da un lato dal famoso colonnato semicircolare, con al centro la chiesa dedicata a San Francesco da Paola che guarda Palazzo Reale a lato del quale troviamo anche il Teatro San Carlo (la facciata attualmente è in restauro).
Qui abbiamo respirato l'aria della città e abbiamo sorseggiato il nostro primo caffè allo storico Caffè Gambrinus tanto affollato quanto affascinante.
Passeggiata fino al mare e per pranzo i Quartieri Spagnoli, quartiere storico di Napoli dal sapore verace.
Cattedrale di San Gennaro
Duomo di Napoli
Nel pomeriggio ci eravamo proposti come meta la visita a Napoli Sotterranea, ma ci siamo dovuti arrendere trovando più di due ore e mezza di coda per riuscire ad entrare. Programma saltato, senza arrederci abbiamo optato per spostarci al Duomo.
La cattedrale ha origini antichissime ed stata anche vittima di terremoti che in fase diricostruzione hanno portato a modifiche importanti fino a conferirle questo aspetto di stampo rinascimentale. Seduti nella navata centrale, ammirando l'opera dell'uomo, abbiamo letto del miracolo di San Gennaro  prima di recarci a visistare la cappella situata a destra della navata centrale ed essere rapiti dai colori della cupola.
cappella del Tesoro di San Gennaro 
Terminata questa visita siamo tronati alla base, stanchi, con l'intento di riposare, cenare e scendere nuovamente verso il mare dove si sarebbe svolto un concerto in memoria di Pino Daniele, in occasione dei 5 anni dalla morte, vicino a castel dell'Ovo, ma dopo cena abbiamo lasciato che la stanchezza avesse la meglio.

Giorno 2 - Napoli dall'alto

napoli dall'alto
Castel Sant'Elmo
Il secondo giorno, offriva opportunità davvero interessanti tra cui abbiamo dovuto scegliere, la prima domenica di ogni mese infatti le visite ai musei statali sono gratuite grazie all'iniziativa domenica al museo. Abbiamo scelto Castel Sant'Elmo posto nella parte alta della città, il giorno precedente lo avevamo più volte notato intuendone il potenziale. La giornata limpida soleggiata, ma ventosa, ci ha regalato degli scorci davvero interessanti.
Per pranzo ci siamo poi spostati al Rione Sanità dove abbiamo avuto modo di visitare il cimitero delle Fontanelle, un luogo insolito e inaspettato che vale la pena di vedere per lo spaccato di napoletanità che offre, un misto tra fede, surpestizione e leggende.
rione Sanità
Cimitero delle fontanelle
Da qui ci siamo nuovamente spostati in centro, utilizzando una delle tre funicolari, infatti  alle 18 avevamo la visita prenotata alla cappella San Severo in cui si trova il famosissimo Cristo  Velato (e' possibile e consigliabile prenotare i biglietti on line).
Per cena questa volta siamo rimasti in centro, ci avevano suggerito un paio di locali tra cui  la Trattoria Quartieri Spagnoli in cui avevamo diligenentemente prenotato per le 20, purtroppo  il tavolo ci è stato assegnato con più di un ora di ritardo, ma le portate squisite ad un prezzo molto ragionevole in un ambinete verace ci hanno fatto dimenticare l'inconveniente.
Dopo cena, vista l'ora siamo tornati a casa sfruttando la vicina e bellessima fermata della metropolitana Toledo. In realtà tutte le fermate della linea 1 della metropolitana sono opere d'arte, completamente differenti tra loro e da scoprire una ad una, noi le abbiamo visitate quasi tutte è un tipo di scoperta che apprezzano anche i più piccoli e aiuta a rinfrancarsi dalle fatiche del turista.

Giorno 3 - Napoli sotterranea, finalmente

la befana dei pompieri
La befana a Napoli
Il terzo giorno aveva da programma un'escursione fuori dal centro, alla scoperta del Parco dei Murales situato nel quartiere Ponticelli. L'appuntamento delle 9 e 30  alla stazione Garibaldi con la  Cooperativa Aginalia che ci avrebbe condotti ad ammirare gli imponenti murales nel quartiere, è saltato all'ultimo per un problema di salute della guida, non essendoci documenteati a sufficienza per effettuare la gita in autonomia ci siamo convinti a modificare i  programmi. La coperativa è attiva in ambito sociale ed utilizza le visite guidate come risorsa per finanziare le proprie attività, l'accesso al parco è gratuito, il percorso dura circa 1 ora e la guida non è indispensabile.
acquedotto di Napoli
Napoli Sotteranea
Essendo il 6 gennaio siamo tornati a piazza del Plebiscito ad assistere all'arrivo della Befana, che da Palazzo Reale lanciava le caramelle in un contesto di festa dedicato ai bambini.
La quantità di persone presenti era importante non ci siamo quindi trattenuti oltre.
Per pranzo abbiamo scelto di assaggiare il cuoppo di mare in versione street food (un cono da passeggio con varie tipologie di pesce fritto) arancini e panini napoletani e finalmente siamo riusciti a compiere la visita alla tanto desiderata Napoli Sotterranea.
le ceramiche di Santa Chiara
Monastero di Santa Chiara
Un'escursione di circa un ora attraverso le condotte e le cisterne dell'acqua presenti nel sottorsuolo che hanno attraversato  moltissimi secoli di storia.
Un'altra visita che avevamo accantonato nei giorni precedenti a causa delle code è quella al Monastero di Santa Chiara, inserito al volo nel tempo ritrovato a causa delle varizioni di programma, nel  trasferimento verso il chiostro  siamo passati da via Vicaria Vecchia, poco distante dal Duomo,  ad ammirare il San Genmnaro di  Jorit, un famoso writer, sopperendo così alla mancati visita ai murales.
Per cena questa volta la vera Pizza napoletana da Mattozzi in piazza Carità, in realtà ci avevano suggerito un altro locale in via Pignasecca, ma lo abbiamo trovato chiuso.

Giorno 4 - si torna a casa

Jorit Napoli
S. Gennaro di Jorit
Il giorno 4 è stato il giorno del riento, alle 13.55 alla stazione Garibaldi ci attendeva il treno del ritorno, come addio la metropolitana ci ha lasciati a piedi a metà del percorso, la linea è stata chiusa mentre carichi di bagagli effettuavamo l'ultimo viaggio così ci siamo dovuti inventare un modo per arrivare a destinazione, ci siamo riusciti senza troppe difficoltà.
Queste sono state le giornate che abbiamo trascorso a Napoli, maggiori dettagli relativi a quanto abbiamo avuto modo di visitare li racconterò in post futuri, quello che non posso in alcun modo raccontare è l'atmosfera di questa città e dei suoi abitanti, bisogna proprio viverlo.

Suggerimenti su Napoli

Sentirsi sicuri a Napoli

Dopo essere stati derubati in Francia, in un luogo all'apparenza sicuro e tranquillo, siamo un po' guardinghi, così per evitare problemi abbiamo scelto di viaggiare leggeri, niente portafoglio, o meglio la versione ultra leggera di quello solito, solo una carta di credito pre pagata a testa (noi usiamo Hype, è molto versatile e si può fare anche per i ragazzi dai 14 anni in su) qualche euro in contanti suddiviso tra me e mio marito.
Zaino con il necessario per trascorrere fuori l'intera giornata, macchina fotografica portata a tracolla con qualche precauzione e i portafogli tenuti addosso, io marsupio sotto la giacca, lui tasca interna anteriore. Non abbiamo mai percepito situazioni di "pericolo" nemmeno nei luoghi iper affollati.

Dormire a Napoli
La Nostra camera al B&B Delight

Dove abbiamo dormito a Napoli

Prima di scegliere il luogo in cui dormire ci siamo informati tra amici, colleghi e conoscenti, la richesta era di una soluzione semplice e versatile adatta ad una famiglia di 4 persone,  abbiamo optato, per una questione di disponibilità, per il b&b delight al Vomero vicino alla fermata della metro Salvador Rosa, ci siamo trovati molto bene, accogliente, pulito, ordinato oltre che con personale  molto disponibile.
Tra i consigli ricevuti segnalo:  Vieni da me.

Cosa mangiare a Napoli

Posso dire la Pizza? risposta scontata lo so, per chi non conoscesse la pizza napoletana c'è da tener presente che ha il bordo spesso, la parte centrale sottile e morbida, risulta quindi un po' diversa da quella che molti di noi si aspettano, i locoali che servono la vera pizza napoletana e seguono il disciplinare AVPN espongono il logo di pulcinella su sfondo nero.
Le pizzerie più famose sovente hanno la coda fuori dal locale.
panini Napoletani
Panini napoletani 
Lungo Spaccanapoli si trovano in ogni dove locali che vendono street food di ogni genere e tipo, i prezzi sono più che buoni il consiglio e di assaggiare qui e la.
Ottimo il cuoppo di mare e i panini napoletani , li abbiamo scoperti a Palinuro qualche estate fa e anche a Napoli li abbiamo mangiati volentieri.
Si trovano anche moltissime trattorie, hanno locali di dimensioni tendenzialmente ridotte, moltissime sono trattorie dall'impronta semplice che servono piatti della cucina partenopea davvero gustosi, i nostri figli hanno mangiato con gioia la loro prima pasta e patate.
I dolci non sono la nostra passione, ma una fetta di pastiera a merenda mio figlio l'ha apprezzata così come le sfogliatelle a colazione, le vendono ovunque, ci sono addirittura negozi esclusivi monoprodotto.


Parliamo di prezzi

napoli, panorama
Napoli da castel Sant'Elmo
Come ho detto abbiamo viaggiato in treno, Torino - Napoli e viceversa.
Andata con Italo ritorno con  Freccia Rossa, il viaggio dura circa 6 ore, nelle vacanze di natale (dal 3 al 7 gennaio) per 3 adulti e 1 bambino abbiamo speso in totale 340 €.
Il prezzo dei treni è estremamente variabile, cercando di seguire un po' offerte e promozioni si possono ottenere prezzi davvero interessanti, tornando il giorno seguente avremmo potuto spendere meno di 20 € a persona, ma la scuola chiamava.
Per muoverci in città abbiamo optato per la metropolitana, ogni mattina acquistavamo un biglietto giornaliero ciascuno, al prezzo di 3.50 €, la corsa semplice costa 1,20€.  
La sera dell'arrivo, vista l'ora e considerato che non avevamo idea di come raggiungere il B&b, abbiamo preferito prenotare un taxi, ci siamo avvalsi del servizio free-now prenotando direttamente dal treno, a posteriori è stata una buona soluzione, arrivando ad un'altra ora non sarebbe stato impossibile avvalersi dei mezzi, ma occorreva un'attimo di calma.







GUARDA ANCHE

andiamo a ...Matera la città dei Sassi

Piazza San Pietro Caveoso Finalmente .... Matera Durante le ultime vacanze estive trascorse tra Basilicata e Calabria, siamo finalme...

GUARDA ANCHE