domenica 13 ottobre 2019

Andiamo a ... ammirare la natura in Burcina

Parco Burcina
sentiero in Burcina

Il Parco Burcina

Per godere fino all'ultimo gli incantevoli colori d'autunno abbiamo scelto il parco Burcina
Si tratta di un'intera collina voluta e realizzata dalla famiglia Piacenza, proprietari della nota industria laniera con sede ai piedi dal parco, ricca di specie arboree, luogo ideale per trascorrere momenti di relax nell'incontro della natura, per camminare, correre, pedalare, rilassarsi, godere del panorama sulla Serra Morenica, sulle Prealpi Biellesi o a perdita d'occhio sulla pianura. 
sequoie
le Sequoie 

Cosa fare in Burcina 

La Burcina è una Riserva Naturale se si sceglie di trascorrere del tempo qui, anche la più semplice passeggiata, diventa una buona occasione per conoscere le piante e i fiori che si incontrano. Ci sono piante e alberi diversissimi tra loro alcuni tipici di questa zona, come i castagni, i faggi, altri dalle provenienze più disparate come le palme e le sequoie. Lungo i percorsi sono presenti tabelloni informativi e sotto moltissimi esemplari è presente un cartellino che indica nome e luogo di provenienza dell'albero o dell'arbusto in questione.
foliage
uno scorcio del parco in autunno
I bambini si divertono moltissimo in un posto così, ci sono le fronde che formano misteriose caverne da esplorare, rami che si protendono fino a terra e si offrono come altalene, piante dalle forme insolite o dalle strane radici e soprattutto non ci sono automobili e si può giocare liberamente. 
Si incontrano anche molti cani che approfittano di questo luogo per passeggiate con i padroni.
la fioritura dei Narcisi
Non è necessario attendere l'autunno per godere di tanta bellezza, ogni stagione dell'anno ha qualche meraviglia da offrire, come la fioritura dei Narcisi ad inizio primavera o quella dei Rododendri. A maggio lo si vede da lontano, arrivando a BIELLA, quell'angolo multicolore ai piedi del Mucrone.
In questa cornice si può anche venire per una gita culinaria, all'interno del parco infatti c'è anche un ristorante Trattoria Burcina, il che rende questo luogo adatto a tutti i gusti.

Informazioni pratiche

sopra la conca dei Rododendri
L'ingresso al parco è libero, non servono biglietti, ci sono tuttavia gli orari di apertura dei cancelli. 
Seguendo le indicazioni stradali si raggiunge il parcheggio che porta all'ingresso principale, anche se ci sono altri accessi meno noti. 
Il parcheggio è a pagamento. 
conca dei rododendri
la conca dei Rododendri
Il parco si trovava in comune di Pollone in Provincia di Biella, noto anche per essere il paese di origine della famiglia del Beato Piergiorgio Frassati.
Nelle vicinanze del parco si trovano anche il Santuario di Oropa e nei mesi di novembre e dicembre  l'ormai famoso  mercatino degli angeli.  
Per gli appassionati, vicino all'ingresso principale del parco c'è un'area camper attrezzata e sempre frequentata. Che altro  dire, buona sgambettata.







domenica 6 ottobre 2019

andiamo a ... Maratea

Vacanze al mare in Basilicata

Maratea al Tramonto 

La meta delle nostre ultime vacanze è stata la Basilicata, la regiorne è piccola, ma ha ben due affacci sul mare.
La costa jonica, circa 40 km estensione di sabbie medio fini in costa al livello del mare e la costa tirrenica, circa 30 km di estensione, di piccole insenature ai piedi di promontori che creano prodgiosi salti sul mare.
Come dicono i miei figli "noi andiamo sempre al mare in montagna" quindi abbiamo scelto Maratea come destinazione, la perla del golfo di Policastro, che affaccia sul mar Tirreno.

Biella e Maratea 


Il centro storico di Maratea
Maratea nella mia famiglia di origine è stata oggetto di grandi discussioni e di curiosità, entrambe i mie nonni materni lavoravano come operai alle dipendenze del Lanificio F.lli Rivetti di Biella, negli anni '50 è stato proposto loro di trasferirsi a Maratea dove la ditta avrebbe aperto un nuovo stabilimento.
Mia nonna intraprendente e battagliera avrebbe anche accettato la proposta, mio nonno timoroso e legato al suo territorio, o come diceva lui al "suo" campanile, non ha ceduto alle lusinge.
Per ironia della sorte il campanile a cui mio nonno non ha mai saputo rinunciare è quello di una chiesa dedicata a San Biagio lo stesso Santo è il patrono di Maratea e a lui è intitolata la chiesa posta sull'omonimo monte, che ospita inoltre la statua di Cristo Redentore, vuluta dall'ing Rivetti di Valcervo e simbolo di Maratea. Ma andiamo con calma.

Cosa vedere a Maratea


La costa di Maratea, dal Redentore
Le spiagge sono tendenzialmente piccole e non sempre agevoli da raggiungere, ma a loro dedicherei una paginetta esclusiva, se la meritano tutta.
Quindi direi che le spiagge sono assolumente da vedere, vivere e frequentare.

La costa tirrenica della balisicata è alta, scoscesa con boschi a picco sul mare, quindi i panorami sono sicuramente una delle bellezze da vedere, ammirare e fotografare in mille diverse angolazioni e momenti, precorrere  la  Strada statale 18 è una gioia per gli occhi e per il cuore.
Centro storico di Maratea
Ci è piaciuta molto la Basilicata che abbiamo avuto modo di conoscere, ci ha solo lasciati un po' perplessi la presenza di rifiuti ai bordi delle strade, segno della forte maleducazione di qualcuno, un vero peccato vista la bellezza dei luoghi.


Centro storico di Maratea
Il centro storico di Maratea merita una visita, non si tratta della tipica città di mare che corre lungo la linea della costa, è un borgo incastonato tra le pendici di quei rilievi che si gettano in mare.
Il borgo si raggiunge deviando dalla S.S. 18, ha stradine strette su cui affacciano case colorate ordinnate, ha scalinate e percorsi pedonali che si aprono all'improvviso sul mare regalando panorami mozzafiato.
Noi lo abbiamo visitato l'ultima sera di vacanza, all'ora del tramonto e non avremmo potuto scegliere momento migliore.
Chiesa dell'Annunziata 
Le stradine sono animate da locali e negozi è piacevole trassorrervi del tempo, addentrandosi  nel cuore del centro storico si incontra la Chiesa dell'Annunziata nota per la tela raffigurante Santa Lucia custodita al suo interno, a me invece ha colpito l'insolito blu del pavimento in ceramica, che spicca sulla soglia e viene poi  ripreso nella parte floreale, soprendentemente unico e gradevole.
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Salendo lungo scalette e stradine siamo passati accanto a Palazzo De Lieto sede del museo di archeologia marina fino a raggiunge poi la Chiesa di Santa Maria Maggiore, nella quale non siamo riusciti ad entrare, ma dalla grata abbiamo comunque potuto sbirciarne l'interno.
Il sagrato della Chiesa è anche l'arrivo del percorso del cammino al monte San Biagio, un'idea per gli amanti del tekking o per i devoti al Santo.

Cristo Redentore


ai piedi del Redentore
La statua del Cristo Redentore , con i suoi 21 metri di altezza, il suo colore bianco, le grandi braccia aperte è divenuta il simbolo della città di Maratea.
Eretta sul monte San Biagio, dove in precednza era presente una grande croce in ferro battutto che subiva spesso danneggiamenti durante i temporali, per volere dell' Ing Stefano Rivetti di Valcervo e realizzata in cemento e scalgie di marmo dall'artista Bruno Innocenti, volge le spalle al mare e apre le braccia richiamando la preghiera del Padre Nostro.
E' sicuramente alta, imponente, ma il volto di Gesù appare sereno e positivo così come la posizione delle sue braccia che sembrano pronte per un abbraccio.
alle spalle del Redentore
Il luogo in cui è posizionata la statua è davvero spettacolare 644 mt s.l.m. doomina il golfo di Policastro ed offre un panorama unico.
Anche la strada per raggiungere la cima del monte è impressionante, nel senso che fa impressione percorrerla, con quei tornanti sorretti da una catena di pilastri a sbalzo sulle montagne brulle, sembra quasi una pista da luna park.

Basilica di San Biagio 

Di fronte alla statua del Redentore si erge la Basilica di San Biagio che si pensa sia stata realizzata, in base a dei ritrovamenti effettuati, sopra i resti di un tempio pagano dedicato a Minerva.
Basilica di San Biagio
All'interno della basilica sono conservate alcune parti delle reliquie del santo  armeno, invocato per la guarigione dei mali legati alla gola, perchè di lui si dice abbia salvato un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea.
Nel 723 le reliquie del Santo in viaggio da Sebaste (in Armenia) verso Roma si sarebbero fermate a Maratea nel corso di una tempesta, la leggenda narra che siano state rinvenute sulla spiaggia.
Solitamente il Santo viene festeggiato al 3 di Febbraio, ma Maratea oltre a questa data gli dedica festeggiamenti per tutta la prima settimana di Maggio, ricorrenza del ritrovamento delle spoglie, la statua viene portata in processione fino al paese.

Informazioni pratiche


Golfo di Policastro
Noi abbiamo alloggiato presso il Camping Village Maratea situato in località Castrocucco, al confine con la Calabria.
Nella struttura siono disponibili Mobile Home e caravan in affitto, oltre alle piazzole di stallo per chi viaggia con mezzi propri,  un luogo semplice in cui ci siamo trovati bene.
In zona Castrocucco, poco lontano dal campeggio è presente un'area di sosta camper.

Il Redentore domina il porto
Per raggiungere il Monte San Biagio si può salire in auto, ma in alcuni periodi dell'anno non è possibile spingersi fino al parcheggio antistante alla Basilica, per la parte finale del percorso è possibile usufrire (al costo di 1€ a persona) del servizio bus navetta.
E' presente un parcheggio per le auto al costo 5 € la prima ora e 3 € per le ore successive (a mio avviso un po' eccessiva come cifra).
Da quel che abbiamo visto potrebbe esserci autobus che parte dal paese, ma non siamo riusciti a capire di più. info Monte S. Biagio
Orario S. Messe San Biagio

Cristo Redentore, Maratea
L'accesso alla statua del Redentore è possibile ogni giorno 24 ore su 24 senza bisogno di alcun biglietto, una volta arrivati sulla vetta del monte San Biagio la si raggiunge tramite un sentiero in buono stato di manutenzione, ma con ampi gradini.









domenica 22 settembre 2019

andiamo a ...Matera


Piazza San Pietro Caveoso

Finalmente .... Matera


Durante le ultime vacanze estive trascorse tra Basilicata e Calabria, siamo finalmente riusciti ad inserire una giornata di visita ai Sassi di Matera.
Questa splendida e unica città ha la peculiarità di essere distante dalle coste ioniche, tirreniche e adriatiche, quelle distanza che quando sei in spiaggia, ancora peggio se hai dei bambini al seguito, fai fatica ad incasellare nella dicitura gita.
Dalle coste della Puglia avevamo per ben tre volte rinunciato all'impresa, ma quest'anno no, non si va in ferie in Basilicata se non si visita Matera e così abbiamo fatto.

Cosa vedere a Matera

Sasso Barisano
Matera è una città da vedere, unica nel suo genere, è una città divisa in due, la parte antica con i quartieri denominati Sassi, Civita, Piano e i quartieri del dopo sgombero, quando nei Sassi non è più stato possibile abitare.
I Sassi sono infatti due pendici rocciose in cui sono presenti abitazioni scavate nella roccia con la facciata esterna edificata, si chiamano Sasso Barisano quello rivolto verso nord ovest (verso Bari) e Sasso Caveoso quello rivolto verso sud ( il nome deriva dalla somiglianza con la cavea degli antichi teatri romani). L'orientamento delle aperture era studiato in modo  da far penetrare la maggior quantità di luce possibile all'interno della casa.
Sasso Caveoso
Per visitare Matera ci sono due cose da fare: perdersi tra le vie, le scalinate, i rioni e fare una visita guidata in cui viene raccontata questa antichissima città.
Sentitio il consiglio di chi c'è stato prima di noi abbiamo prenotato, il giorno precedente alla visita, un tour a piedi, essendo in 9 tra adulti, bambini e ragazzi, ci siamo organizzati prima per evitare di rimanere spiazzati.
Pianoforte danzante
Siccome tra il nostro arrivo e l'inizio della visita guidata il tempo a disposizione era parecchio abbiamo iniziato a vagare per strade e rioni guidati dalla curiosità, siamo stati dentro al Duomo, mentre non siamo potuti entrare nella Chiesa di San Francesco d'Assisi perchè era in corso la celebrazione di un funerale.
Ci siamo però soffermati sulla piazza attualmente impreziosita da una statuta di Salvador Dalì (Pianoforte Danzante) in occasione della mostra dedicata all'artista,  presente in città dino alla fine di Novembre 2019 e girovagando ci siamo dedicati alla fotografia.

La visita guidata dei sassi

andando verso il Duomo
La visita guidata della durata di due ore abbondanti ci ha portati nelle viscere del Sasso Barisano, partiti dalla Chiesa del Purgatorio ci siamo spostati in Piazza San Francesco, da qui il percorso ci ha visti dirigerci verso il Duomo, passando da Piazza Sedile dove, nell'omonimo palazzo un tempo si tenevano le riunioni del governo cittadino.
Duomo, l'interno
Da Piazza Duomo oltre alla struttura in stile romanico pugliese della cattedrale si gode di un affaccio dall'alto sul Sasso Barisano nel quale ci siamo addentrati attraverso ripide scale in pietra. Durante la passeggiata la guida ci ha raccontato dei patroni di Matera Sant' Eustacchio e la Madonna della Bruna a quest'ultima è dedicata la sentitissima festa del 2 luglio , Sant'Eustacchio viene invece celebrato il 20 settembre.

Scendendo nel Sasso abbiamo fatto conoscenza con il Signor Eustacchio, nato e cresciuto nei sassi fino allo sfollamento, che porta avanti le tradizioni della sua terra offrendo ai turisti uno spettacolo musicale accompagnato dalla cupa cupa, uno strumento musicale semplice, ma paicevole da ascoltare.
Casa grotta
A questo punto abbiamo avuto modo di entrare in una casa grotta per vedere come viveva una famiglia  in queste case scavate nella roccia, in poco spazio condiviso anche con i propri animali. Dentro la casa grotta  abbiamo anche visto e compreso l'articolato sistema di raccolta e distrubuzione dell'acqua piovana attraverso le grondaie in cotto, le cisterne interne alle grotte e i canali di collegamento.
Il punto di arrivo del nostro tour è stato in Piazza San Pietro Caveoso, ai piedi del sasso omonimo quando ormai era sceso il sole.
la Murgia, le grotte e le chiese rupestri
Matera non è solo questo però, la città sorge su un lato della gravina (canyon scavato dal un torrente) mentre sul lato opposto ovvero la Murgia, l' altipiano calcareo che si estende da Matera al Salento, sono presenti grotte, villaggi neolitici e chiese rupestri che testimoniano la presenza dell'uomo in questi luoghi fin dai tempi più remoti.
Questi reperti e l'ambiente natuarale che li ospita fanno parte de Parco della Murgia Materana che unitamente ai Sassi costituiscono uno dei siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'unesco e nel 2019 Capitale Europea della Cultura .
La murgia e le chiese rupestri non siamo riusciti a visitarle, ci siamo limitati ad ammirarle dai Sassi ascoltando il racconto della nostra guida.

Quando arrivi a Matera durante le riprese del 25° film di 007

James Bond e le sua Aston Martin
Sorpesa delle sorprese, durante il nostro girovagare per il centro storico di Matera si sente l'eco di potenti motori rimbombare tra i Sassi ed è così che scopriamo che da qualche tempo sono in corso le riprese del 25° film della saga di James Bond diretto da Cary Fukunaga il cui titolo dovrebbe essere "NO TIME TO DIE".
Matera set cinematografico
Le prossime avventure di 007, interpretato forse per l'ultima volta da Daniel Craig, si girano in Italia, anche se leggendo la trama ufficiale non trapelano indicazioni in tal senso.
L'arcano verrà svelato ad aprile 2020 quando il film uscirtà in sala, siamo curiosissimi di vederlo, anche perchè nei giorni successivi si sono spostati a Maratea, Sapri e San Nicola Arcella ovvero i luoghi della nostra vacanza. Felici di aver avuto modo di viviere l'esperienza nell'esperienza, le Aston Martin d' epoca che rombano in roccamboleschi inseguimenti, le apparacchiature cinematografiche e i droni, i Sassi per noi hanno un sapore ancora più speciale.
007 non è tuttavia il primo film ad essere girato a Matera, tra i film più celebri la Passione di Cristo di Mel Gibson fu girata tra i sassi all'inizio degli anni 2000.

Chi può visitare Matera

una via e le grondaie in cotto 
Visitare Matera è un desiderio di molti, trattandosi di una città offre molto ai suoi visitatori anche per diversificare le giornate e assecondare i gusti di ciascuno, attualmente è in corso la mostra dedicata a Salvador Dalì e poi ci sono i Musei, qui trovate la loro descrizione, noi abbiamo scelto di dedicare il tempo a nostra disposizione alla città, ma avendo più giorni non li avremmo esclusi totalmente.

dal Duomo scendendo nel Sasso Barisano
Il tour classico dei sassi può essere affrontato a piedi, come abbiamo fatto noi, ma in tal caso occorre tener presente della diffusa presenza di scale.
In alternativa ci sono proposte con mezzi come l'ape calessino, abbastanza piccolo da riuscire a percorre le stradine strette, ne abbiamo incontrati parecchi lungo il nostro percorso.
Un'altra idea simpatica che ho visto proporre prevede la bicicletta come mezzo di trasporto, accellera un po' i trasferimenti senza perdere i dettagli.
Per chi ama il genere, per chi avesse più giorni a disposizione, per chi predilige la natura alle case, la Murgia Materana ha una vasta tipologia di proposte molto interessanti da prendere in considerazione.

Informazioni utili

Noi siamo arrivati a Matera in auto da Maratea, ci siamo diretti verso il Castello Tramontano alla ricerca di un luogo in cui consumare il pranzo portato da casa, in prossimità del parco abbiamo anche trovato un parcheggio a pagamento, pagamento effettualbile con easy park, app che utiliziamo anche a casa, il che semplifica notevolmente le cose (costo al di sotto di 1 €/ora).
Pranzare al parco è stato comodo spazio per tutti, nessuna auto da temere, servizi igienici puliti, gestiti dal vicino bar, non abbiamo apprezzato il caffè, ma si sa che va a gusti. (Nel caso il bar serve anche panini e piatti caldi e freddi).
la nostra merenda
Per la visita guidata abbiamo scelto Martulli viaggi, ci siamo trovati bene, ma l'offerta è vastissima anzi è difficile dissuadere i promotori che per strada offrono tour di ogni tipo e sono disposti anche a trattare sul prezzo.
Abbiamo avuto modo di conoscere due locali, tra i moltissimi presenti, per la merenda ci siamo affidati alla gelateria artigianale  i vizi degli angeli, gelato ottimo preso e mangiato riparandoci da un temporale nel vicino androne.
Dopo il tour ci siamo anche regalati una cena nel centro storico optando per una pizza da Morgan, prima delle 2 ore di viaggio per raggiungere "casa". Il locale offre cucina lucana, anche nelle pizze mantiene alta la tradizione, dalla semplice margherita con grano arso alla pizza con le cime di rapa e il crusco di senise, il tutto a prezzi congrui.
Via Bruno Buozzi
Per quanto riguarda la scelta di una soluzione di soggiorno a Matera non ho esperienze dirette, ma vagando per i Sassi ho visto moltissime insegne di hotel, bad & breackfast, case vacanza ricavate nelle antiche case e se dovessi tornare sceglierei una di quelle, ci sono proposte per tutte le esigenze e le fasce di prezzo.

Che dire, questa Matera ci è piaciuta, stanno lavorando con impegno per renderla fruibile ai turisti  senza dimenticare la storia che racconta, il numero di presenze sta premiando questo lavoro che spero mantenga la rotta intrapresa.  Nel dubbio andateci.




Matera.














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domenica 15 settembre 2019

andiamo a ... saltare sui tappeti elastici




Bounce - Torino
Settembre è iniziato, si possono ancora trascorrere all'aperto le giornate di bel tempo, ma è opportuno iniziare a cercare attività o esperienze da poter svolgere nelle giornate con clima meno favorevole e qui arrivo con un suggerimento che vi farà fare il salti di gioia.
tappeti elastici 

Andiamo al Bounce

In questo misterioso luogo ci siamo stati a fine luglio, in un sabato dal tempo incerto, come regalo di compleanno per i due cugini dodicenni, la data scelta a metà tra i due compleanni. Questa è la terza volta che ragaliamo loro esperienze da condividere piuttosto che oggetti, dopo la graditissima giornata a Ondaland, la giornata trascorsa a spasso sugli alberi  quest'anno abbiamo optato per il Bounce, ora abbiamo un anno di tempo per trovare un'allettante alternativa ai go kart (a mio avviso sono troppo piccoli, loro gradirebbero moltissimo). Per ora ci godiamo il successo di quest'anno, il Bounce.

Che cos'è il Bounce? 


Il Bounce è un parco attrezato con diverse tipologie di trampolini e tappeti elastici che possono essere utilizzati in modo ludico ricreativo e libero oppure far parte di veri e propri allenamenti sportivi in differenti discipline come il fetness e parcure.
Questa struttura si trova a Nichelino, vicino a Torino, fa parte del centro commerciale I viali, luogo facilmente raggiungibile anche per chi come noi  non è di Torino.
Slam dunk
Il funzionamento è semplice, una volta arrivati e firmate le varie liberatorie è sufficiente acquistare l'ingesso per il tempo scelto, al saltatore viene assegnato un braccialetto colorato, il colore indica il tempo di permanenza nel parco e allo scoccare dell'ora un annuncio fa scendere in campo o uscire i colori assegnati.
Una volta scesi in campo si può scegliere autonomamente il tappeto da provare, ci sono quelli più ampi con lo spazio per le evoluzioni, quelli più piccoli, c'è il trampolino con il grande materasso ad aria, ci sono i tappeti con i canestri, insomma c'è l'imbarazzo della scelta e ci si può spostare liberamente da uno all'altro per provarli proprio tutti.

Chi può saltare al Bounce?

un po' di confidenza ed è subito capriola
Al Bounce possono saltare tutti, l'unico limite posto sono i 3 anni compiuti e i 110 cm di altezza (ad eccezione dell'area Junior jumper e delle feste JJ), ma questo tipo di parco non è esclusivamente dedicato ai bambini, anche gli adulti possono cimentarsi in evoluzioni se lo desiderano, io la tentazione l'ho avuta, ma non mi ero portata l'abbigliamento adatto.
Saltando altissimo
A saltare con noi c'erano tre gruppi di ragazzi due spose e uno sposo che hanno scelto di  festeggiare l'addio al nubilato/celibato in modo originale ed era in corso una festa di compleanno.
Volendo organizzare eventi in grande stile è possibile affittare l'intera struttura.

info e biglietti


dodgeball
Per godersi l'esperienza non necessita particolare attrezzatura, è obbligatorio indossare le calze anti scivolo (vendutè anche alla cassa) e abiti comodi, sportivi, magari con le maniche lunghe si evita il rischio di sfregare malamente nell'atterraggio.
Per quanto riguarda i biglietti sul sito è possibile reperire tutte le informazioni tariffe, il consiglio è quello di prenotare on line l'orario desiderato per evitare lunghe attese.
Il prezzo per un' ora di salto è di circa 13 €, ma sono disponibili molte combinazioni ed offerte tra cui scegliere.
Bounce Italy
Dalle ricerche che ho effettuato in rete non ci sono molti luoghi simili in Italia, ho trovato a Milano  Zero Gravity che previo tesseramento  al costo di 5 € per consente di saltare liberamente per una o più ore (prima ora 10 € le mezz'ore successive 4 €)  oltre ad offrire corsi e allenamenti specifici.
Sperando che il tempo ci consenta di vivere all'aria aperta il più possibile abbiamo un'alternativa interessante per le giornate poco clementi, tanti buoni salti a tutti.

domenica 1 settembre 2019

andiamo a... scoprire Il Trabucco

Cosa sono e dove sono i trabucchi.


Siccome oggi piove e non ho voglia di stare qui immersa nel grigiore di questa giornata, ho deciso di andare in un luogo che mi è piaciuto moltissimo. 
trabucco
Trabucco, Baia di San Nicola
Purtroppo lo posso raggiungere esclusivamente in modo virtuale visto che si trova a 1000 km di distanza da me, ma i ricordi non si fanno impressionare dalla distanza.
Oggi vado Al Trabucco.

Il trabucco è una costruzione in legno, ancorata alla roccia della costa che si protende a sbalzo sul mare nel quale, tramite dei lunghi bastoni a cui sono attaccate delle reti, mediante un sistema di corde, si pesca.

I trabucchi o trabocchi si trovano per lo più in Molise, Abruzzo e in Puglia soprattutto nel Gargano. Il Mio trabucco si trova a Peschici a baia San Nicola.

Al Trabucco da Mimì


Il Trabucco da Mimì, oltre ad essere attivo per la pesca è un caratteristico quanto insolito ristorante.
Le sale di Al Trabucco da Mimì
La costruzione in legno è ricca di dettagli che riportano al tradizionale utilizzo di queste strutture, tra quelli che ho avuto modo di vedere fin ora questo è il trabucco più grande.
Si trova inoltre in una posizione molto interessante, a sud di Peschici che generosamente si offre come sfondo in molte vedute.

pescando al trabucco
Noi lo abbiamo visitato per ben 2 volte, la prima di ritorno da un giro lungo la litoranea che unisce Pecchici a Vieste, in cui abbiamo compiuto la deviazione per recuperare le informazioni necessarie a prenotare una cena. I nostri amici in passsato erano stati a cena al Trabucco e avendone un ottimo ricordo ci tenevano a farci provare questa esperienza culinaria.

Durante questa visita abbiamo avuto modo di apprendere dai proprietari che durante il giorno ci sarebbe stata la possibilità di pescare, potevamo lasciarci sfuggire una simile occasione?

Ovviamente per pescare le condizioni del mare devono essere favorevoli, abbiamo quindi atteso qualche giorno, ma siamo riusciti nella mitica impresa, tavolo per il pranzo prenotato per le 12:15 e alle 11:00 tutti pronti per pescare.


Mimì e i bambini
È stata una giornata piacevole ed insolita, mai avremmo creduto possibile vedere come si muovono i complicati meccanismi di corde e reti di un trabucco, il vecchio Mimì ha accolto volentieri, seppur senza dire una sola parola, i bambini che scrutavano incuriositi le operazioni, la rete e il suo lavoro.


il pescato
il "nostro" pescato
Finito il lavoro è arrivato il momento di gustare i piatti del ristorante, all'altezza delle aspettative e nemmeno a dirlo i bambini non hanno mai mangiato così volentieri il pesce come durante quel pranzo.
il "mangiato"









Dettagli pratici 

Al trabucco da Mimì è un ristorante, ma è liberamente accessibile, salvo diverse indicazioni, come indicato nel loro sito è possibile anche pernottare Al Trabucco.
Le corde del trabucco
Si trova a Peschici località Baia di San Nicola, che è una bella spiaggia sulla quale affacciano campeggi, villaggi turistici e altre soluzioni per le vacanze, località accessibile anche con i camper.

Che altro dire? a noi è piaciuto molto il ristorante, il trabucco e anche la spiaggia nella quale ci siamo trattenuti dopo pranzo, una bella esperieza che porteremo sempre nel cuore.


domenica 25 agosto 2019

Andiamo a ... fotografare la cascata di Isollaz

Passeggiate in valle d'Aosta 

Torrente Evancon
Il concetto di passeggiata è molto relativo, c'è chi reputa il giro del quartiere una soddisfacente passeggiata, chi si dedica ad imprese epiche, chi va alla ricerca di panorami mozzafiato e chi punta tutto sulla lunghezza del percorso.
La Valle d'Aosta offre moltissime opportunità in tal senso, quella di cui voglio parlare io oggi è una passeggiata speciale alla scoperta di una cascata.

Cascata di Isollaz

Cascata di Isollaz
La cascata di Isollaz è uno spettacolare salto d'acqua, circa 50 m, che compie il torrente Evancon in Val d'Ayas.
Alla ricerca di un luogo in cui fare un pic nic in compagnia, qualcosa in più di un prato in cui mangiare e riposare, ma organizzato troppo tardi per scegliere una meta lontana o un escursione che prevedesse un tempo di marcia esteso e abbiamo scelto la cascata di Isollaz come meta.
Ci siamo radunati verso ora di pranzo nell'area pic nic con relativo parcheggio, punto di partenza per la nostra impresa, consumato con tutta calma tra chiaccheere e risate il nostro panino, seduti ai tavoli presenti, sazi e sereni ci siamo incamminati.
Pochi metri sulla strada asfaltata e si incontra il sentiero, segnalato con l'apposito cartello e da qui si inizia a scendere.
Da premettere che la discesa è molto più sgradevole della salita dal momento che il sentiero è tutto a gradini in pietra e terra, io mi sono aiutata con gli appositi bastoncini, i ragazzi invece sono scesi praticamente correndo, quindi nulla di impossibile.
Arrivati in fondo alla discesa si deve svoltare a sinistra lungo il sentiero pianeggiante e protetto dalla staccionata in legno. pochi metri e davanti a voi apparirà lei: la cascata.
Shooting fotografico
Maestosa e imponente, con l'acqua tipica dei ghiacciai, grigia e bianca scende impetuosa e poi prosegue sottoforma di torrente.
Il luogo è bello, si starebbe delle ore ad osservare quest'acqua che salta giù dalla roccia con potenza ed eleganza.
Le ragazze hanno riconosciuto al luogo il carattere "istagrammabile" e superata la recinzione con mille raccomandazioni per la presenza di erba potenzialmente scivolosa, si sono lanciate in un vero e proprio servizio fotografico home made, in fondo anche questo è un modo per celebrare le bellezze del creato.
Non c'è molto da fare una volta giunti in fondo al sentiero, quattro chiacchiere seduti nelle panchine, un po' di foto dalle diverse angolazioni e poi tocca tornare su.
La risalita, come ho già detto è stata meno complicata della discesa, ci sono circa 120 m di dislivello da superare, ma ci siamo trovati in cima molto prima di quanto credessimo, nemmeno 20 minuti comprensivi di pause per fotografare il sentiero strategicamente scelte quando il fiato si faceva corto.

La leggenda e la miniera

Intorno alla cascata si Isollaz aleggia una leggenda che narra della presenza di una porta nascosta nella roccia, attraverso questa apertura si potrebbe accedere ad una grotta nascosta e contenente un tesoro sotto forma di vitello tutto d'oro.
la Miniera
L'apertura del varco nascosto però può avvenire esclusivamente a mezzanotte del 25 dicembre con la roccia che si apre per pochi minuti, eventuali impavidi esploratori rischierebbero quindi di rimanere intrappolati per un intero anno nella caverna.
Il vitello d'oro narrato dalla leggenda è molto probabile che non esista, tuttavia in questo luogo tra il 1820 e il 1867 è stata presente una cava da cui si estraeva pirite non aurifera utile per la produzione del ferro, all'inizio del sentiero è presente un pannello che riassume la storia della miniera.
In questo sito www.msmountain.it si parla di un percorso differente che percorre un tratto delle rotaie usate dalla miniera.

Dettagli pratici 

Area Pic nic
Questa passeggiata è adatta a tutti coloro che se la sentono di affrontare scale irregolari in salita e in discesa, i bambini piccoli è meglio non portarli con il passeggino, da preferire zaino/marsupio/fascia. È consigliato un abbigliamoento comodo e scarpe che non abbiano la suola liscia, bene prendere dell'acqua.
Il cartello che indica la cascata
Per raggiungere l'inizio del sentiero una volta giunti a Verres svoltare lungo la ss 45 in direzione Brusson, nel 5° tornante è presente un cartello turistico che indica la cascata unitamente a Isollaz e Dondeuil, pochi metri più avanti si trova l'area pic nic con annesso parcheggio e fontanella con acqua potabile. 
Per i camperisti non ho visto divieto di sosta, ma la segnaletica orizzontale è quella per le sosta auto.

Andiamo a ... ammirare la natura in Burcina

sentiero in Burcina Il Parco Burcina Per godere fino all'ultimo gli incantevoli colori d'autunno abbiamo scelto il parco   Bu...

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