sabato 26 settembre 2020

Buca delle fate, domani andiamo al ... mare in Toscana

Toscana, una settimana di mare a settembre

Primo post in cui racconto le esperienze delle vacanze settembrine di questo 2020 e visto che a far normale mi annoio non partirò a raccontarle dall'inizio e nemmeno dalla fine, parto dal centro delle vacanze. Questo viaggio è stato suddiviso in due tempi, il primo con base al lago di Bracciano il secondo con base in Toscana a San Vincenzo, che si trova all'interno del Parco Naturale di Rimigliano, pineta, dune di sabbia, boschi, insomma un buon posto in cui trascorre una bella settimana di vacanza. 

buca delle fate
la buca delle fate


Ormai è noto che noi siamo un po' rompiscatole, non siamo adatti alla vacanza casa - lettino in spiaggia -  casa, dobbiamo sempre andare alla scoperta di nuove spiagge, di insenature esclusive e angoli carini in cui trascorrere le nostre giornate di mare. 

Come prima spiaggia dei desideri abbiamo scovato su google maps la  Buca delle fate, un'insenatura con l'acqua trasparente e interessanti scorci, ha subito attirato la nostra attenzione, tanto da indurci a cercare informazioni e poi a partire verso la scoperta. 


Buca delle fate, Piombino

Avete presente le ampie spiagge  toscane della maremma, con le dune di sabbia, la pineta da attraversare per arrivare al mare? Qui vi aspetta essattametnte l'opposto, dal sentiero si arriva ad una bellissima terrazza di scogli levigati dal vento, con tanto di panchina vista Elba, da cui partono scoscesi sentierini che portano a piccole insenature di sassi. 

spiaggia buca delle fate
la spiaggia di sassi

Entrare in acqua non è un gioco da ragazzi, ma una volta dentro si dimentica la fatica. 

L'acqua e limpida, si vedono i pesci, ogni tanto una pietra più grande delle altre offre la possibilità di riposare. Se si ama fare snorkeling è una ottima scelta trascorrere una giornata in questa insenatura dal nome fiabesco. Da alcuni  scogli ci si può anche divertire con i tuffi oppure scegliere la pietra più comoda per stendersi al sole.

Mentre ci trovavamo li una  comitiva di ragazzi ha teso una fettuccia da un lato all'altro di un' insenatura e a turno cercavano di camminare in equilibrio sul filo, con scarsi risultati, ma si divertivano a provare e noi ad osservarli dall'alto. 

Come Cala Violina  anche qui la baia è completamente circondata dalla macchia mediterranea che sembra volersi tuffare dalle alte scogliere a picco, camminado lungo il sentiero si sente sovente profumo di liquirizia, mi hanno detto che potrebbetrattarsi di Elicrisio, ma sinceramente non lo so. 


La buca delle fate e la sua leggenda 

leggenda buca delle fate
la baia dall'alto

Leggenda narra che questo luogo fosse un tempo abitato da creature misteriose, sirene, spiriti, fate che ingannavano e catturavano viandanti e pescatori solitari. Un giorno, un bel giovane diretto dalla propria amata, scelse,  per arrivare prima, di attraversare il bosco fin sulla costa, ignaro delle presenze misteriose.  Arrivato al mare decise di riposarsi un attimo nella piccola baia prima di riprendere il cammino, ma si sentì improvvisamente circondare da un dolce profumo che lo stordì, venne rapito e condotto nel mondo delle fate. 

La sua amata lo attese in vano, fino a preoccuparsi e disperarsi, poi si ricordò delle storie  che aveva sentito sulle sparizioni di persone dalla scogliera e anche lei decise di raggiungere il luogo stregato senza trovare il giovane. 

Tornò li ogni giorno, piangendo chiamava l'amato fino al giorno in cui un delfino che nuovatava nei pressi della scogliera si fermò ad ascoltare il pianto disperato della ragazza, commosso raccolse una lacrima e la trasformò in una perla. Con la nuova perla si diresse dalle fate e la offrì loro in cambio del prigioniero, le fate estasiate dalla bellezza della perla accettarono lo scambio liberando il giovane.

Dopo aver liberato il ragazzo le fate si riunirono con delle sirene e insieme decisero che una sola perla fosse troppo poco si misero quindi ad inseguire gli innamorati nel bosco. 

Le fate avevano quasi raggiunto i due innamorati, stava ormai diventando buio, quando il Dio Nettuno commosso dall'amore dei due ragazzi decise di aiutarli cogliendo una stella dal firmamento per donarla a fate e sirene, ma l'astro gli sfuggì dalle mani e cadendo si spezzo illuminando tutta la baia. Le fate abbagliate ed estasiate dalla luce si fermarono dando agli innamorati il tempo di raggiungere casa. I due pezzi della stella formarono due belle scogliere che ancora oggi vengono chiamate promontorio della stella e promontorio dello stellino. 

Questa leggenda l'abbiamo letta sul sito www.carrozzadergambini.it mentre cercavamo informazioni per raggiungere la buca delle fate.


funanboli alla buca delle fate
Funanboli alla buca delle fate

Chi può raggiungere la buca delle fate

Alla buca delle fate noi siamo andati in 9 tra adulti e bambini, dire però che è adatta a tutti non sarebbe corretto, come ho spiegato entrare in acqua non è proprio confortevole, ma l'ostacolo maggiore è il sentiero da percorre per arrivare a destinazione. Si tratta di una camminata di poco più di  1 km, nel bosco, all'andata si scende, di conseguenza il ritorno sarà prevalentemente in salita, secondo il rilevatore del mio telefono il dislivello è di circa 100 m, ma non ho mai testato l'attendibilità del prodotto. La nostra combricola ci ha messo circa 25 minuti, sia all'andata che al ritorno, certo i ragazzi, di gamba buona, sono stati un po' più veloci. 

Le difficcoltà del sentiero non sono  la lunghezza o il dislivello, diciamo che non avevamo le calzature adatte, dalle informazioni reperite in rete lo avevamo trovato indicato come "un sentiero percorso dai turisti in infradito e con l'ombrellone", mi permetto di dissentire. SIamo arrivati fino in fondo con le infradito ma se avessimo avuto sandali da trekking o scarpe da ginnastica sarebbe stato tutto molto più semplice e sicuro. 

Detto questo la buca delle fate è consigliata a tutti gli amanti delle passeggiate, della natura, dello snorkeling, delle mete a bassa densità di popolazione, a chi preferisce sorseggiare una bibita fresca sulla sdraio consigliamo di raggiungerla dal  mare arrivando in barca, idea che non sarebbe dispiaciuta nemmeno a noi.

tombe etrusche sul sentiero
tombe etrusche

Il golfo di Baratti è conosciuto, oltre che per la bella baia e la spiaggia, anche per l'insediamento etrusco risalente all'età del ferro e anche lungo il sentiero che conduce alla buca delle fate si incontrano siti, tombe e cave, di origine etrusca. Non abbiamo capito se siano accessibili e in qual modalità, i siti erano segnalati da cartelli per lo più illeggibili. 


Informazioni pratiche 


Per raggiungere la buca delle fate ci si deve dirigere al golfo di Baratti, a nord di Piombino, seguendo le indicazioni per Populonia alta si sale sul promontorio per circa 1.5 km fino a quando sulla sinistra si vede il parcheggio strerrato in cui lasciare l'auto Piazzale del Reciso

sentiero per la buca delle fate
25 minuti 1.6 km 


Dalle informazioni reperite prima di incamminarci il percorso avrebbe dovuto essere segnalato, ma i cartelli per il sentiero n 301 non li abbiamo trovati. 

Dei passanti ci hanno fornito le indicazioni necessarie, sul lato del parcheggio opposto all'accesso sono presenti delle scalette in legno che consentono di scavalcare una recinzione, una volta al di la della rete si deve proseguire verso destra, da qui in poi non dovrebbe essere possibile sbagliare. 


le rocce levigate dal vento
Fiori tra le rocce levigate dal vento






 


venerdì 11 settembre 2020

cascate di Lillaz, domania andiamo a ... spasso nel Gran Paradiso.

Mi sto facendo rapire dal fascino delle cascate, hanno un alone magico questi salti d'acqua imponenti ed impetuosi, ma sono anche, in qualche modo, rasserenanti. Così dopo aver scoperto ed immortalato le casacate di Isollaz in Valle d'Aosta e dopo aver avuto modo si ammirare l'imponente  cascata dell'Aniene a Tivoli, nel Lazio, siamo tornati in Vallè per andare alla scoperta delle cascate di Lillaz. 

Cascate di Lillaz

Cascate di Lillaz

Le cascate di Lillaz si trovano in comune di Cogne, quindi nel Parco del Gran Paradiso più precisamente nella frazione di Lillaz. Lillaz è un piccolo borgo con 90 abitanti, curatissimo ed accogliente che si trova a quota 1610 m s.l.m.. Le cascate sono molto note e frequentate, d'estate sono una meta molto ambita da ogni tipo di turista, mentre in inverno sono amatissime dagli appassionati della scalata su ghiaccio.

Le cascate di Lillaz sono composte da tre spettacolari salti che compie l'Urtier prima di trasformarsi nel più tradizionale torrente di montagna, tre salti dalle differenti caratteristiche, ma egualmente belli da ammirare. 

il primo balzo delle cascate

Il salto più basso lo si raggiunge con una breve passeggiata, praticamente pianeggiante, della durata di 10 minuti dall'ingresso del borgo. Si cammina attraverso un parco, con panche e sentieri per poi costeggiare  il torrente, fino ad arrivare alla prima cascata. Questo punto è quello che abbiamo trovato maggiormente affollato, data la semplicità e l'inclusività del sentiero che conduce fino a qui. 

Dopo aver ammirato per bene il primo salto è ora di iniziazre a salire un pochino in modo da raggiungere la seconda parte della cascata, il sentiero dura qualche minuto ed è prevalentemente a gradoni, quindi un po' più selettivo del tratto precedente, ma assolutamente percorribile. Arrivati a destinazione si trova una balconata naturale, con aggiunta di parapetto, che consente di ammirare l'impeto dell'acqua. 

Panorama a metà percorso

Un'altra manciata di  minuti di percorso, sempre a gradoni con brevi tratti nel bosco e si raggiunge un punto di osservazione interessante, si arriva infatti in cima al secodo balzo ed alla base del terzo. In questo punto l'Urtier crea una vasca di acqua limpidissima che con i suoi toni di blu e verde invoglia al tuffo. Non oso immaginare la temperatura dell'acqua vista la breve distanza dal ghiacciao. 

Il percosro però non è ancora finito si può continuare a salire e ci si troverà a questo punto su di un ponticello che consente di posizionarsi proprio sopra all'inizio della terza parte di cascata. Da lassù il panorama è speciale, certo per una come me che soffre di vertigini, non è semplice afacciarsi al mancorrente per godere della vista, ma è un luogo davvero incantevole. 

Per tornanre in paese, giunti a questo punto, si può scegliere di ripercorrere il sentiero fatto in salita oppure proseguire completando l'anello. Noi abbiamo optato per la seconda opzione e devo ammettere che questa parte di sentiero è meno ripida ed è stata ottima per la discesa, certo il panorama dell'altro tratto è imperdibile.  

la vista dal ponte 

Il bagno alla cascate di Lillaz

La nostra gita alle cascate di Lillaz è avvenuta il 15 agosto, un caldo ferragosto pieno di sole, noi non avevamo velleità da nuotatori, ma l'acqua turchese delle piscine naturali ai piedi del terzo salto erano davvero invitanti. Certo la temperatura dell'acqua non ricorda quella termale, ma c'erano dei ragazzi che hanno colto l'occasione per fare un bagno refrigerante raccogliendo stima e ammirazione dei presenti. 

punto di osservazione privilegiato

Un'altra scelta emozionante, io non lo potrei mai fare, cammino sulle pietre con una instabilità ineguagliabile e soffro di vertigini, è quella di coricarsi sulle pietre che sovrastano il salto centrale per guardare dall'alto il percorso dell'acqua, c'erano un paio di persone intente a compiere questa folle impresa ho invidiato il loro punto di osservazione e non poco. Anche chi se la sente deve tener presente che occorre molta attenzione perchè le pietre bagnate sono scivolose. 


Informazioni pratiche. 

Per raggiungere Lillaz occorre superare Aosta e proseguire seguendo le indicazioni per Cogne, una volta superato il paese si prosegue sulla strada regionale 47 per altri 5 km circa fino al parcheggio di Lillz. 

Il parcheggio è a pagamento, molto comodo per raggiungere l'inizio del sentiero ed è possibile, nella parte più a valle, sostare con i camper . Sul sito www.cogneturismo.it alla voce bus per le frazioni è possibile scaricare l'orario delle linee da Cogne a Lillaz.

Sia a Cogne che nella frazione di Lillaz sono presenti aree sosta camper, la meta è molto nota e le presenze elevatissime, non credo di aver mai visto tanti camper parcheggiati se non alla fiera di Parma. 

Se si è intenzionati a percorrere il sentiero delle cascate è opportuno avere almeno delle scarpe da ginnastica senza suola liscia, meglio ancora gli scarponcini da montagna, il percorso non è lungo, ma ha tutte le caratteristiche di un sentiero di montagna, Con passeggini o carrozzelle è comunque possibile raggiungere il primo salto. 


venerdì 28 agosto 2020

Sacra di San Michele, domani andiamo a . . . scoprire l'abbazia

Se sei stato in val di Susa o in Francia passando da Torino, la Sacra di San Michele avrà certamente attirato la tua attenzione, si tratta infatti di quell'abbazia sulla cima del monte Pirchiriano che sovrasta l'autostrada e la vallata.  
sacra di san Michele
lasciando la Sacra di S. Michele

Nel 1994 è diventata il monumento simbolo della Regione Piemonte, il celebre romanzo di Umberto Eco Il nome della Rosa è stato ispirato da questo luogo, le leggende e la sua storia che ha attraversato i secoli, l'abbazia ha davvero molto da raccontare. 

Io ho avuto modo di visitarla due volte, nel 2002 in compagnia di amici e marito e qualche giorno fa con il tour organizzato da Somewhere tours & events che tra le sue proposte comprende la visita guidata alla Sacra. 

La Sacra di Sam Micele tra storia e leggenda 


San Giovanni e il sogno

Leggenda narra che il vescovo di Ravenna, San Giovanni Vincenzo, deciso ad abbandonare la carriera ecclesiastica per vivere da eremita, scelse come sua dimora la piccola cappella, dedicata a San Michele , esistentes monte Capraio, il monte delle capre. In sogno l'arcangelo Michele avrebbe chiesto al vescovo di occuparsi delle sua chiesa, San Giovanni deciso a seguire le indicazioni ricevute iniziò a tagliare la legna necessaria al progetto, ma per due giorni consecutivi al suo risveglio la legna, il giorno precedente, risultva scomparsa. Deciso a svelare il mistero, il vescovo rimase sveglio scoprendo con stupore che non si trattava di ladri di legname, ma di angeli che spostavano il materiale sul vicino  monte Pirchiriano (monte dei maiali). Interpretando il messaggio come l'esatta indicazione del luogo in cui San Michele desiderava sorgesse la propria chiesa, San Giovanni continuò la costruzione sulla cime del monte Pirchiriano. 

affresco della leggenda
La leggenda della Sacra

La Linea Michelita

Un'altra leggenda legata a questo luogo narra che San Michele arcangelo con la propria spada, scacciando Lucifero all'inferno, abbia creato una fenditura fonte di un importante campo magnetico proveniente dal centro della terra.

la spada di San Michele
La fenditura della spada
Questa linea unisce Mont Saint Michelle in Francia con Monte Sant'Antegelo in Puglia entrambe consacrati a San Michele ed entrambe distanti 1000 km dalla Sacra di Michele. Su questa linea sono inoltre presenti altre chiese dedicate a San Michele tra l'Irlanda e Gerusalemme unite, oltre che dalla linea invisibile, da un cammino percorso da molti pellegrini durante il medioevo. 


Alda e la torre

La terza leggenda riguarda invece una torre, ora in rovina, presente sul lato nord ovest dove nel tempo di massimo splendore dell'abbazia sorgeva il cosiddetto Monastero nuovo. La torre della bell'Alda prende il nome da una giovane pia e devota, Alda appunto, che inseguita da dei soldati durante una scorribanda in paese ha cercato rifugio nell'abbazia, giunta alla torre con gli inseguitori alle calcagna non ebbe altra scelta che gettarsi nel vuoto sapendo di morire.

la bella Alda salvata in volo
La torre della bell'Alda
Il suo corpo invece di precipitare a terra planò leggiadro sorretto da angeli accorsi in aiuto della virtuosa giovane. Incredula di quanto accaduto Alda presa dalla superbia non perse occasione di raccontare a tutti l'accaduto, non tutti erano disposti a credere ad un fatto tanto inverosimile  tanto da spingere la ragazza e la sua vanità a ripetere l'impresa. Questa volta non vi furono interventi divini, Alda precipitò al suolo schiantandosi, si dice che il lobo dell'orecchio fu il pezzo più grosso del suo corpo ritrovato a terra. 

La storia della Sacra

La costruzione dell'abbazia inizia poco prima dell'anno 1000 quando San Giovanni Vincenzo che  vive sul monte Pirchiriano la sua vita  da eremita incontra il conte Ugo di Montboissier di ritorno da Roma, sceso dal Papa a chiedere l'indulgenza che, per la remissione dei peccati, può scegliere tra sette anni di esilio e la costruzione di un abbazia. Ha così inizio l'edificazione del monastero affidato in un primo momento a cinque padri benedettini, numero destinato a crescere grazie al continuo reclutamento di abati e monaci da parte del conte di Montboissier, trasformando questo luogo in un centro culturale internazionale. La Sacra vive fino al 1300 uno dei momenti più favorevoli, è un centro culturale e spirituale molto importante ed è ricca di possedimenti in Italia e in Europa con relative rendite. Dal 1381, a seguito di mala gestione dell'abate in carica, viene sostituita la figura dell'abate monaco con quella del commendatario, una sorta di amministratore, incaricato di gestire le rendite dell'abbazia, mentre i monaci sono governati da priori, la via del declino è aperta, nel 1622 vivono nel monastero soltanto 3 monaci segnando la fine dell'ordine benedettino e lasciando la Sacra in stato di abbandono per due secoli. 

Sacra di San MIchele Piemonte
ai piedi dell'abbazia

Si arriva al 1836 quando il Re Carlo Alberto di Savoia decide di affidare l'abbazzia e rendite ancora attive, al giovane Antonio Rosmini che acceta incarico ritenendo il luogo consono allo spirito della propria congregazione,i padri Rosminiani risiedono ancora oggi alla Sacra di San Michele. 

Sacra di San Michele, visita all'abbazia

La Sacra di San Michele è uno dei maggiori complessi architettonici di epoca romanica presente in Europa. L'inizio della realizzazione risale al 900 dc molto probabilmente la prima chiesa è ora la cripta sottostante all'attuale basilica. La struttura ha subito interventi di ampliamento, profondi restauri e revisioni per più di 1000 anni anche dovuti ad assalti e terremoti che hanno compromesso le strutture. 

Se ci si reca in visita alla Sacra bisogna considerare che si tratta dell'ascesa alla vetta di un monte, si inizia con i 243 gradini intaglianti nella roccia dello scalone dei morti, il nome deriva dall'uso che veniva fatto di questo spazio, era un luogo di sepoltura per personaggi importanti legati alla vita del monastero.


scalinata dei morti
lo scalone dei morti e il portale
Lo scalone ruota intorno ad un grosso pilastro che sorregge il basamento della soprastante chiesa e termina con il portale dello zodiaco opera del Maestro Nicolao, apertura che consente l'accesso al piano di ingresso della chiesa. 

La peculiarità di questa porta sono i capitelli con le rappresentazioni bibliche e gli stipiti con le costellazioni australi e boreali da un lato  i segni zodiacali dall'altro. Sulla faccia centrale dello stipite destro si trovano anche due versi in latino che terminano con la firma dell'autore, cosa insolta per quell'epoca. 

capitelli dello zodiaco
i capitelli del portale dello zodiaco

Anche i capitelli della porta principale di accesso alla basilica hanno una particolare rappresentazione, raccontano infatti la germinazione del seme fino ad arrivare al frutto. 

L'attuale basilica la cui realizzazione risale al XII secolo d.c. ha tre navate  ed uno stile di transizione dal romanico al gotico, sotto il primo pilastro a sinistra si può veder affiorare la cima del monte Pirchiriano e ciò ci aiuta a capire che la restate parte di chiesa è realizzata sui tre saccelli originari e su di un basamento che poggia sullo scalone dei morti.

culmine vertiginosamente santo
la vetta dentro alla chiesa

All'interno della chiesa sono presenti i sepolcri di alcuni membri della casa reale di Casa Savoia, ma sono custodite anche opere  come il trittico di Defendente Ferrari che rappresenta la Madonna che allatta Gesù bambino con ai lati San Michele Arcangelo e San Giovanni Vincenzo che presenta alla madonna il committente dell'opera, l'abate commendatario Urbano di Miolas. Sono presenti altre rappresentazioni tra cui il grande affresco dell'assunzione di Maria, buffo il fatto che alcuni visi rappresentati siano in qualche modo stati cancellati,forse a di dispute con il committente. Troviamo all'interno della chiesa anche  l'affresco che racconta la leggenda sulla realizzazione della Sacra.  

interno sacra di San Michele
La basilica 

Uscendo dalla chiesa si può godere nuovamente del panorama che offrono i 942 m di altitudine in ci si trova, noi da qui abbiamo avuto modo di vedere l'arrivo del temporale che poco dopo ci ha investite con violenza, abbiamo anche assistito ad uno strano fenomeno che si è manifestato sui capelli dei presenti animandoli di vita propria. Pare che le bussole qui non funzionino e gli aghi appaiano impazziti, sarà l'energia sprigionata dalla fenditura prodotta da San Michele?

Da qui la visita proseguirebbe tra le rovine del monastero nuovo, con la torre della Bell'Alda, ma il temporale che avevamo adocchiato non ci ha lasciato scampo scatenandosi in modo prepotente e facendoci battere la ritirata. 

Ho trascorso un bel pomeriggio alla Sacra, in compagnia di un'amica oltre che di Paola di Pasta pizza scones, la guida di Somewhere tour & events sempre coinvolgente, peccato per il temporalone finale anche se tutto sommato non  ha fatto altro che trasformare il tutto in un'avventura da raccontare. 

Informazioni Pratiche 

Come arrivare e parcheggiare alla Sacra di S. Michele 

Per arrivare alla Sacra di San Michele percorrendo l'autostrada A32  occorre uscire ad Avigliana Centro, da qui sono presenti le indicazioni stradali in alternativa sul navigatore satellitare occore cercare ABBAZIA SACRA DI SAN MICHELE  oppure COLLE CROCE NERA, 10050, Chiusa San Michele. 

La strada che porta al parcheggio è abbastanza stretta e tortuosa (gli autobus riescono a percorrerla) leele domeniche e if estivi vige la direzione obbligatoria, salita da Avigliana e discesa da Giaveno. Il parcheggio è a pagamento con il costo di 1.50€/ora oppure 6 € per l'intera gioranta. 

 S. Michele Arcangelo

Biglietti e tour virtuale

Sul sito dell'abbazia si trovano le informazioni relative al costo del biglietto e ad eventuali eventi come visite notturne o manifestazioni oltre che la possibilità di effettuare un tour virtuale 

Io ho partecipato al tour organizzato da Somewhere tour & events che prevede la partenza in bus da Torino oltre alla visita guidata, una soluzione molto comoda per chi si trova in città.

Sentieri per raggiungere la Sacra 

Per gli amanti dello sport sono presenti anche percorsi sportivi con salita alpinistica o in mountain bike, ci sono poi dei sentieri per salire a piedi alla Sacra, per i paesi sottostanti è tradizione salire a piedi alla Sacra. 

venerdì 14 agosto 2020

Lago di Candia, domani andiamo a . . . fare un giro in barca

Lago di Candia 

Una domenica di luglio, tempo previsto caldo e soleggiato, voglia di trascorrere la giornata fuori casa, magari in compagnia, occorre una meta, dopo un po' di ricerche appare chiara su google maps: il lago di Candia.
lago di Candia
il lago di Candia
Anche se non si trova molto lontano da casa nostra non ci eravamo mai stati prima e a noi, specialmente a me, piacciono i posti nuovi, cerco un po di informazioni e scopro che il lago ospita numerose specie di uccelli acquatici ed ha una ricca folora.  Parco naturale del Lago di Candia


Una giornata sulle rive del lago di Candia 

Il lago di Candia è un piccolo lago piemontese facilmente raggiungibile da  Torino e da Ivrea, il suo perimetro misura circa 5.5 km e dalle sue rive si gode di un ottima vista sulla Serra Morenica di Ivrea. 
Questa zona del Piemonte è ricca di laghi e laghetti, su questo blog trovi articoli relativi al lago di Viverone e alle Terre ballerine (che si trovano tra il lago Pistono e il lago Sirio). 
Il lago di Candia non si presenta come i laghi a cui siamo abituati o a cui pensiamo quando optiamo per una gita al lago, non trovi paesi sulle sue rive con romantiche passeggiate urbanizzate, si tratta di una riserva naturale ricca di flora e fauna, soprattutto uccelli. 
le rive del lago di candia
Intorno al lago sono presenti zone paludose, prati e boschi ed è oggetto di progetti per la tutela di animali, piante e pesci autoctoni o introdotti qui dall'uomo in tempi passati. 


Cosa fare al lago di Candia

Come dicevano il lago di Candia è un parco naturale, quindi puoi sceglierlo come meta per passeggiate nella natura, gite in bicicletta, cavalcate il tutto ben segnalato sul posto io ho trovato un po' di informazioni su questo sito parco naturale lago di candia  e alcuni percorsi o suggerimenti  qui e qui.

Sul lago è possibile provare un'altra esperienza interessante, è infatti presente un piccolo battello elettrico che in un' ora circa di navigazione permette di andare alla scoperta del lago in modo silenzioso e divertente. 

ninfee di Candia
Ninfee al lago di Candia
Le acque del lago non sono balneabili, ma per chi sogna di fare il bagno c'è Antharesworld una piscina estiva con adiacente parco avventura, nel parco è anche possibile soggiornare è infatti presente una  zona resort con chalet in legno. 

Per chi si accontenta di trascorrere una giornata all'aperto o chi ama scoprire posti in cui gustare la cucina piemontese e non, lungo le sponde del lago si trovano diversi locali con caratteristiche differenti tra loro capaci di soddisfare richieste più disparate, quelli romantici ed eleganti e quelli più adatti ad una allegra tavolata. 

Cosa abbiamo fatto noi al lago di Candia 

La nostra  giornata al lago di Candia è stata all'insegna della semplicità, pranzo al sacco, costume e un asciugamano che non si sa mai.
Dalle brevi ricerche effettuate su internet avevo individuato come meta un parco pubblico, ci siamo diretti li con qualche difficoltà anche se in realtà basta seguire le indicazioni per Antharesworld.
Sfruttando il parcheggio gratuito della piscina ci siamo sistemati nel agognato parco pubblico, un'area verde sulla riva che accontenta tutti, c'è qualche albero per chi ama l'ombra, c'è posto al sole, ci sono dei tavoli da pic nic (alcuni un po' malconci), la spiaggetta e il molo, ci sono anche i servizi igienici, ma non li abbiamo testati. 

Dopo aver pranzato, ammirato il panorama, chiaccherato e preso un po' di sole abbiamo deciso di dare una sferzata di brio alla giornata, le proposte tra cui scegliere erano: giro del lago con il battello elettrico, un giro in barca a remi o un'uscita in canoa. 

Siamo partiti da un caffè e siamo approdati ad un romantico e simpatico giro in barca a remi. 
Le barche a remi si noleggiano alla Caletta del Canavese un bel locale sulle rive del lago, essendo in 7 abbiamo noleggiato 2 barche e abbiamo iniziato il nostro silenzioso giro del lago, tra le ninfee e accanto alle paperette, una gita d'altri tempi che ci è piaciuta moltissimo. 
la nostra barchetta a Candia
La nostra barchetta ormeggiata

Informazioni pratiche 

Il lago di Candia si trova in Piemonte, a circa 20 km da Ivrea, lo si raggiunge dall'autostrada Torino - Milano A4 scegliendo l'uscita Chivasso centro e dall'autostrada Torino - Aosta A5 dall'uscita S. Giorgio. 
Per raggiungere il parco pubblico seguire le inficazioni per Antharesword. 
La Caletta del Canavese si trova al n1 della Strada Provinciale del Lago di Candia a Mazzè (TO)





venerdì 31 luglio 2020

Valsesia, domania andiamo a . . . Varallo, al Sacro Monte

Sacro Monte di Varallo
La Valsesia è il cuore verde del Piemonte, una buona meta per ogni stagione dell'anno, ha una vasta offerta per gli sportivi dallo sci alle scalate, è ricca di tradizioni ed eventi culturali oltre che di piccoli borghi da scoprire uno ad uno.
La capitale cultrale della valsesie è Varallo, la scorsa settimana partecipando all'educational tour promosso da Somewhere ho riscoperto questa cittadina in cui soso stata molte volte in passato, ma che non avevo mai guardato con gli occhi del turista. 

Il centro storico di Varallo


Il centro di Varallo è ricco di ville ottocentesche, di palazzi borghesi, di fitte strade da cui si scorgono corti e giardini, oltre alla presenza di numerosi e curati edifici religiosi sovrastati dal Sacro Monte. 
La prima cosa che mi ha colpita camminando nel cuore di Varallo è la presenza alberghi storici a testimonianza dei trascorsi turistici del luogo che l'hanno resa una cittadina vivace ed interessante. 
Altro aspetto che mi ha colpita è la quantià di botteghe e negozzi presenti nelle vie del centro, la giusta commistione tra modernità e tradizione. 
centro storico di Varallo
Mi ha lasciata del tutto esterefatta la vista dal ponte Antonini, attraversando una fitta rete di stradine e vicoli del centro si raggiunge il ponte ed affacciandosi alla balaustra appare la spiaggia di Varallo. Sapevo che il fiume Sesia offre molte possibilità dalla pesca al rafting e mi è capitato di vedere persone prendere il sole lungo le rive, ma non sapevo che Varallo fosse attravarsata dal Mastallone e che questo ofrisse una vera e propria spiaggia in centro.
La nostra guida ci ha poi condotti nella visita della chiesa di Santa Maria delle Grazie, il consiglio è quello di entrare e perdere qualche minuto ad osservare questa chiesa dalla tipica architettura francescana spoglia e lineare e la sua ricca parete che anticamente separava la parte destinata ai fedeli da quella risrvata ai religiosi. Sulla parete sono raffigurate, ad opera di Gaudenzio Ferrari, 21 scene della vita di Cristo, anche questo elemento è tipico delle chiese francescane, una sorta di libro per i fedeli che ascoltavano le sacre scritture. 
Proprio difronte alla chiesa l'ostacolo maggiore della mia gioranta, la funivia per l'ascesa al Sacro Monte, la funivia più ripida d'Eurpa, che per chi come me soffre di vertigini è uno scoglio impegnativo da superare, per tutti gli altri un'esperienza interessante e un panorama incantevole oltre alla comodità che offre. 


artigiananto valsesiano, scapin e puncet

Il tour  ci ha dato modo di ammirare dal vivo  la realizzazione del famosisimo puncet valsesiano una sorta di pizzo finissimo realizzato da una serie di nodi fatti con ago e filo sottilissimo seguendo schemi geometrici molto elaborati. 
Il puncet (punc in piemontese significa punto) nasce come ornamento di abiti e telerie, ogni paese ha i propri disegni e colori anche se molti sono realizzati in varie sfumature di bianco. I nomi dei punti eseguiti sono quasi sempre dei riferimenti ad elementi naturali che le donne avevano sotto gli occhi quotidianamente, la tecnica veniva infatti tramandata di madre in figlia.
puncet valsesiano

Quest'arte, resa famosa in tutta europa dalla Regina Margherita di Savoia frequentatrice della Valsesia (a lei è intitolato il rifugio posto a quota 4554 m slm sulle pendici del Monte Rosa)  è stata fortunatamente preservata mediante l'isitituzione di scuole in cui viene insegnato alle nuove generazioni e che mantengono vivia la tradizione. 

Gli scapin valsesiani sono un altro elemento tipico dell'artigianato locale ancora molto presente, sono delle scarpe originanriamente fatte con la suola in canapa e la tomaia in tessuto, generamente gli avanzi di altre lavorazioni. Una moderna svolta fashion li vede attualissimi con l'uso di tessuti più disparati mantenendo però la tradizioanle forma. 
gli scapin valsesiani
L'intaglio del legno è un'altra tradizione molto radicata, il lavoro svolto dagli uomini nelle sere invernali mentre le donne lavoravano il puncet.
Che dire, fare un giro nel centro di Varallo vuol dire prevedere anche delle tappe in negozi e botteghe. 



Il Sacro Monte di Varallo 


Il Sacro Monte di Varallo è il più antico e importante del nord Italia, risale al 1491, la sua realizzazione fu d'ispirazione per la costruzione di altri Sacri Monti presenti in Italia e in Europa, quelli di Piemonte e Lombardia  sono, dal 2003, riuniti a formare un  sito Unesco grazie al ricco partrimonio artistico e culturale che racchiudono. 
L'idea del suo fondadatore il frate francescano Bernardino Caimi era quella di riprodurre, anche topograficamente i luoghi santi della Palestina, un modo per consentire a tutti i fedeli impossibilitati a  compiere un viaggio tanto impegnativo, di vivere i luoghi di Cristo. 
Il Sacro Monte di Varallo è situato su un promontorio alla quota di 600 m slm, immerso nella natura dell'area protetta, è composto da una basilica e da 45 cappelle nelle quali sono raffigurate, in un insieme   di pittura e scultura caratterizzati da un coinvolgente realismo, innovativo per quel tempo, avvenimenti narrati delle sacre scritture. 
Le cappelle non sono state realizzate tutte insieme, molte sono opera di Gaudenzio Ferrari, ma oltre a lui si sono susseguiti numerosi artisti,  nel tempo le prime cappelle sono state oggetto di modifiche parallelamente al variare del modo di vivere la fede. Nel tempo  è mutata anche l'idea di fondo del Sacro Monte facendogli assumere la fisionomia di un percoso spirituale di ascesa. 
Anche la fontana presente sulla piazza davanti alla basilica fa parte delle cappelle, è stata ricavata da un grosso monolite reperito in loco, al centro presenta una statua di Cristo risorto,  è un simbolo di  rinascita,  sarà per questo che si vocifera delle prodigiose qualità dell'acqua del Sacro Monte, un' acqua che mantiene giovani. 

informazioni pratiche


Come arrivare a Varallo

Varallo si trova in provincia di Vercelli, nel cuore della Valsesia ad un ora e mezza di viaggio da Milano e da Torino in centro città è anche presente un parcheggio per i Camper (plus code R69X+8R Varallo, Provincia di Vercelli). 
Purtroppo non è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici, la linea ferroviaria è infatti stata dismessa ora i binari vengono usati per i percorsi di  treni storici, ci sono però delle linee autobus che servono la zona. 
Per chi volesse optare per la comodità massima Somewhere offre un interessante pacchetto con partenza da Torino in bus, visita di Varallo, salita in funivia al Sacro Monte e cena, una bella e confortevole opportunità per chi volesse scoprire uno dei siti Unesco italiani. 

Varallo e il Sacro Monte, info.

Preziose informazioni possono essere reperite presso  Atl Valsesia Vercelli oppure sul sito ufficiale del Sacro Monte o ancora sul sito  www.sacrimonti.org
Il sacro monte è raggiungibile in automobile, accanto alla portale maggiore è presente un parcheggio, oppure con la funivia che parte dal centro di Varallo (il biglietto di andata e ritorno costa 5 €). 
Sempre vicino al portale maggiore è presente un'area pic nic attrezzata. 
Il nostro tour prevedeva la cena presso La casa del pellegrino che si trova accanto alla basilica, luogo in cui  abbiamo gustato un' ottima cena accompagnata da una selelzione di vini locali, il tutto in una sala che anticamente, prima della realizzazione dell'attuale balisica, era la chiesa del Sacro Monte. 
Oltre ad essere bar e ristorante  La casa del Pellegrino, come dice il nome, è anche un albergo per un soggiorno dal sapore antico. 

varallo dal Sacro Monte



Che dire, per quanto mi riguarda è stata una bella esperienza, ricordavo il Sacro Monte quando lo avevo visitato da bambina, come un luogo buio e cupo, in realtà, complice la calda giornata di sole ho rivalutato i miei ricordi e sono quasi contenta anche del viaggio in funivia. 










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