martedì 5 giugno 2018

andiamo a scoprire l'aceto balsamico tradizionale

Spilamberto, provincia di Modena è la sede del Museo dell' Aceto Balsamico Tradizionale, tutti conosciamo l'aceto balsamico, è famoso in tutto il mondo, in questo luogo si ha modo di conoscere l'aceto balsamico  TRADIZIONALE di Modena
La differenza c'è e direi che si sente, con il termine tradizionale si identifica un prodotto realizzzato secondo un severo protocollo che rispetta l'antichissima tradizione, utilizzando il mosto cotto delle uve locali, con l'ausilio una "batteria" di botti per l'invecchiamento, tanta pazienza e con le conoscenze tramandate dal passato.
domani andiamo a

tecnica di produzione dell'aceto balsamico tradizionale

Il museo  condivide la sede con la Consorteria associazione culturale nata allo scopo di sostenere, valorizzare, tramandare e promuovere la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale, tradizione molto sentita e viva in questa terra.
La sede è a Villa Fabriani, antica dimora di una famiglia locale che ha tra i discendenti Pio Pacifico grazie al quale oggi conosciamo il "metodo" di produzione dell'oro nero modenenese.


La visita a questo museo è adatta a grandi e piccini, il percorso non è molto lungo, ma ben spiegato, entrando si viene invitati ad assistere ad una video proiezione della durata di circa 10-15 minuti (disponibile in diverse lingue) che illustra le lavorazioni non visibili all'interno di un museo: la vendemmia, la pigiatura e la cottura del mosto; questo breve contributo è il magico portale che ci introduce nella magia di questo prodotto.

Al termine della proiezione il percorso prosegue nelle suggestive sale della villa dove la guida spiega con chiarezza e precisione i vari passaggi, la funzione degli atrezzi esposti, utilizzati ieri e oggi (le differenze sono minime). 

Si prosegue poi al piano sottototetto dove si trova l'acetaia della consorteria, l'aceto balsamico infatti deve maturare nel sottotetto per viviere a pieno il clima modenese ovvero molto freddo in inverno e molto caldo in estate, clima capace di attivare le necessarie trasformazioni per far maturare di anno in anno il contenuto delle botti. 
In questa prestigiosa acetaia sono ospitate alcune batterie di proprieta' di sostenitori della consorteria, tra cui facilmente riconoscibili quelle di Slow Food e lo chef modenese Massimo Bottura.
Nella sala acanto è possibile degustare l'aceto di cui si è tanto parlato (previa prenotazione della visita), arrivati a questo punto ll'interesse sarà molto,  la tecnica di produzione e' stata spiegata con cura, la passione dei modenesi  per il loro aceto balsamico è ormai evidente e la consapevolezza del tempo necessario a fornire un prodotto di qualita' aggiungono curiosita' (minimo 12 anni, 25 per essere classificato extravecchio).
La differernza di acidità tra i due prodotti e' la cosa che più mi ha colpita così come le note dolci e delicate, altra cosa sorprendente è il colore ottenuto senza additivi di nessun tipo e questa è un'analisi da profana, che nulla ha a che vedere con quelle dei maestri assaggiatori.
La visita termina con la sala storica del museo, dove si trova la lettera che per la prima volta racconta in forma scritta il procedimento di produzione, si trovano inoltre varie bottiglie di balsamico antichissime e vari "TRANG"  ovvero contenitori in terracotta che una volta venivano usati per conservare l'aceto balsamico il tragno è ora il simbolo della consorteria.
Se vi serve un'occasione per decidere di entrare in questo mondo potete scegliere la  fiera di San Giovanni a fine giugno, durante questa festa viene decratato il vincitore del Palio del Balsamico tra tutte le famiglie che lo producono in casa, per uso personale.
Altra occasione può essere nel primo fine settimana di ottobre in cui si svolge mast còt  letteralmente mosto cotto, una festa legata alla cottura del mosto da cui tutto inizia.
Anche senza scuse una capatina la si può sempre fare, ci sono moltissime opportunita' per trascorrere delle giornate in serenita' nel modenese abbinabili ad una mezza giornata al museo.
Concludo condividendo una semplice, ma gustosissima ricetta che mi hanno consigliato durante la visita per portare in tavola un po' della ricchezza italiana.

PS: Acquistando l'Aceto Balsamico Tradizionale prodotto dalle batterie esposte nell'acetaia del museo si contribuisce al finanziamento di queste due associazioni e quindi a mantenere viva la tradizione, oltre che a deliziare il proprio palato.

14 commenti:

  1. Interessante e curiosa questa visita, e poi io adoro l’aceto balsamico.

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    1. ....è proprio vero che l'Italia è bella e buona 😃

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  2. Ciao! Non sai che piacere da expat leggere questo articolo. Mi hai fatto riassaporare con il pensiero i sapori di casa! Che meraviglia. Che poi io adoro l'aceto balsamico e purtroppo qua in Portogallo lo usano poco e niente

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  3. È affascinante conoscere come nasce un prodotto presente sulle tavole di milioni di italiani. 😃

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    1. Hai ragione e al Museo raccontano e affascinano con questa ricetta senza tempo, poi gironzolando per la provincia capisci quanto sia radicata nei modenesi.

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  4. Questo articolo ci aiuta a ricordare che l'aceto balsamico che troviamo ogni giorno al supermercato è lontano anni luce dal prodotto tradizionale. Una visita davvero interessante!

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  5. si, per contenere un po' i costi elevatissimi data la lentezza di produzione e la scarsa quantita' prelevabile da ogni batteria annualmente, c'è l'Aceto Balsamico igp, un buon compromesso tra qualita e prezzo.

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  6. Ma che bello questo post sull'aceto balsamico! l'adoro e non sapevo dell'esistenza della fiera.A dir il vero sono molto all'oscuro sull'origini delll'aceto.. dovrei andare a Modena.. ottima scusa per andare.. Grazieee

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  7. Modena.... Noi abbiamo scoperto il museo proprio organizzando un week end lungo nel modenese

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  8. Ma che curiosa questa visita! Mi ispira proprio! Anche a me piace sempre, nelle città in cui visito, inserire una visita ad un museo o attrazione che spiega la produzione di un prodotto tipico..se poi è incluso l'assaggio, meglio ancora! Mi viene per esempio in mente, il museo la degustazione di birre a Bruxelles o il mini corso di cioccolateria a Bruges!

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  9. Anche io ricordo con piacere la visita alla Guinness a Dublino.... Ma la pinta da tracannare alle 11 del mattino era impegnativa.

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  10. Come posso non commentare questo articolo... non solo giochiamo in casa ma Gian Paolo, Presidente del Museo nonchè guida esperta e Maestro Assaggiatore, è mio suocero! Non sai quante volte ci ha chiesto un articolo sull'Aceto Balsamico, come dire le cose "vicine" si rimandano sempre. In attesa di scrivere il nostro gli faremo leggere questo, sono convinta gli piacerà tanto!

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  11. Allora spero di non aver scritto stupidaggini.Per noi è stata una magica scoperta, non ti dico le lagne di mio figlio che è stato portato via dalla Maserati per andare a scoprire l'aceto balsamico... durante la visita ha fatto una montagna di domande, è rimasto colpito e potendo avrebbe comprato una batteria per produrre il suo aceto.

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