Civita di Bagnoregio, domani andiamo a ...scoprire la città che muore

Lo scorso luglio, poco prima di lasciare Ischia, abbiamo cercato una meta per una tappa spezza viaggio, arrivando da 10 giorni di mare ci sentivamo pronti per una sosta culturale, eravamo tutti desiderosi di scoprire qualche tesoro italiano. Cercando tra le varie opzioni possibili abbiamo visto che soggiornare al lago di Bolsena ci avrebbe permesso di andare ad Orvieto e a Civita di Bagnoregio, così la Tuscia è diventata la nostra meta. 

civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio al tramonto

Civita di Bagnoregio, il borgo sui calanchi

Civita di Bagnoregio è un borgo di antichissime origini, fondato in epoca etrusca, costruito su una sorta di terrazzo naturale che emerge nella valle dei calanchi laziali. I calanchi sono un fenomeno di erosione del terreno profondi, a tratti spigolosi, solchi scavati dall'acqua defluita in terreni argillosi, sono presenti in diverse regioni italiane e creano un paesaggio incredibilmente spettacolare. Civita di Bagnoregio emerge dai calanchi quasi come un'isola. La sua posizione le ha regalato il soprannome di città che muore, perchè il terreno su cui poggia ha le stesse caratteristiche di quello che la circonda e tende a sgretolarsi. Visitare il borgo non è pericoloso, si può tranquillamente accedere attraversando a piedi il lungo ponte realizzato nel 1965 che conduce a porta Santa Maria l'unica delle cinque porte di accesso alla città ancora presente.                         

Lazio, i calanchi
La valle dei calanchi
      

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio è uno dei Borghi più belli d'Italia, nonostante ci vivano solo una decina di persone, girando per le sue vie non si ha la sensazione di essere in un luogo abbandonato, perchè in effetti è molto vivo, curato e vitale. Passata la porta di accesso al borgo si arriva alla piazza centrale del paese su cui sorge la chiesa di San Donato e il Museo Geologico delle Frane

Civita di Bagnoregio e la sua chiesa
La chiesa di San Donato

Dalla piazza è possibile proseguire la passeggiata tra le vie di Civita scoprendo punti panoramici e angoli caratteristici, le case in pietra, le scale esterne, i fiori, rendono tutto molto affascinante. Noi ci siamo stati di sera, al tramonto, scappando dal caldo della giornata, è stata una buona scelta, anche se ignorando la presenza di ristoranti nel cuore del borgo ci siamo organizzati con un picnic serale a piazzale Battaglini, un ottimo punto panoramico anche per scattare fotografie di Civita e dei Calanchi.

 

Civita e le sue leggende    

Civita di Bagnoregio ha alcune leggende che la riguardano, la prima è relativa al crocifisso ligneo presente nella chiesa di San Donato, nel 1499 durante una grave epidemia di peste, una donna che pregava ai piedi del crocifisso sentì una rassicurante voce che le annunciava l'imminente fine della pandemia. Nel giro di poco tempo l'epidemia cessò e in molti attribuirono la fine del pericolo ad un miracolo. Da allora ogni venerdì santo la croce viene portata in processione e c'è chi sostiene che il volto di Gesù diventi più sofferente man mano che si allontana dall'abitato di Civita.

il panorama dal parcheggio
Arrivando a Civita

L'altra leggenda riguarda San Francesco di Assisi che alloggiò per qualche giorno nella grotta, un'antica tomba etrusca, che ora porta il suo nome, chiamato a guarire il piccolo Giovanni molto cagionevole di salute. Nel vederlo San Francesco avrebbe esclamato "o buona ventura" saluto che divenne il nome di Giovanni anche quando ormai grande decise di diventare monaco intraprendendo un importante percorso ecclesiastico fino a diventare San Bonaventura. 

Civita e il cinema

Ho scoperto l'esistenza della città che muore vedendo su Instagram moltissime immagini del ponte di accesso, per me che soffro di vertigini è stato impegnativo percorrerlo, ma ci sono riuscita. Come sempre faccio quando un luogo mi colpisce ho cercato informazioni a riguardo, una sera ho scelto di guardare un film Puoi baciare lo sposo scoprendo che è ambientato e girato a Civita di Bagnoregio. A quel punto avevo già deciso che appena si fosse presentata l'occasione lo avrei visitato quell'insolito paese. Continuando con la ricerca di informazioni ho scoperto che molti altri film sono stati girati nella città che muore, per esempio lo sceneggiato Pinocchio (2009) Questione di Karma, che guarderò una di queste sere e altri titoli più vecchi. Civita ha inoltre ispirato il film animato del regista giapponese Hayao Miyazaki  Laputa - Castello nel cielo. Un piccolo borgo che rischia di scomparire, ma che sa far sognare.

le vie della città che muore
Passeggiando per Civita di Bagnoregio
 

Informazioni pratiche 

Civita di Bagnoregio si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, al confine con Umbria e Toscana,  percorrendo l'autostrada A1 arrivando da nord l'uscita è Orvieto, arrivando da sud è Attigliano. Per arrivare a Civita di Bagnoregio, per avere informazioni sulla storia e sulle cose da vedere, sui ristoranti il consiglio è quello di scaricare l'applicazione gratuita, io l'ho scaricata una volta arrivati, l'ho usata trovandola semplice e interessante.

Per quanto riguarda il parcheggio noi abbiamo lasciato l'auto in  Via Bonaventura Tecchi da cui si gode di un'ottima vista sul borgo e sui calanchi, da qui si deve scendere una scalinata dopo circa 500 m si raggiunge il ponte (300 m in salita) fino a porta Santa Maria. Un percorso semplice, ma non adatto a tutti a causa della scalinata. Dalla presenza di auto all'ingresso del ponte direi che è possibile arrivare fino a li c on mezzi propri, ma non abbiamo capito quale percorso seguire. Abbiamo inoltre letto le indicazioni relative ad un bus navetta attivo durante la giornata, essendo andati di sera il servizio non era presente, ma è bene tenerne conto. I camper non possono arrivare al ponte devono sostare a Piazzale Battaglini. 

Di giorno l'ingresso al borgo costa 5 € a persona, è possibile prenotare on line nel link si trovano tutte le informazioni biglietto.

il paese che muore 

Se dopo aver letto questo articolo vi recate a Civita di Bagnoregio pensatemi e se pubblicate delle immagini sui social taggatemi. 


 

Commenti